Uriah Heep Italia


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Uriah Heep Italia - Gli Anni 00

La Storia

Il successo di Sea of light non fu, purtroppo, superato da Sonic origami che si presentava come un’album radio friendly rispetto al precedente. Inoltre, l’organizzazione del tour in USA e Canada fallì all’ultimo istante a scapito, ovviamente, del dovuto supporto dell’album oltre oceano. Depressi e imbarazzati, gli Uriah Heep spiegarono ai fans americani, nelle pagine della UHAS fanzine, che la soppressione del tour non era dovuta alla loro volontà ma ad alcuni aspetti del bussines musicale sui quali la band, in quel momento, non aveva il controllo. In tutto questo, gli Heep volevano fosse chiaro a tutti che potevano perdere una battaglia, ma non la guerra. Il primo passo fu lasciare la Eagle records e passare alla Classic Rock Legends.

The Magician's Birthday Party

Con questa etichetta gli Uriah Heep pubblicarono Future echoes of the past nel novembre del 2000. I pezzi contenuti nell’album furono registrati in Germania; precisamente a Aschaffenburg e a Monaco. Il marzo del 2001 vide l’uscita di un capolavoro come Acoustically driven che contiene pezzi classici e nuovi rivisitati in chiave acustica dagli Heep supportati dall’orchestra. Preziosa, in quella occasione, si rivelò la partecipazione di Ian Anderson dei Jethro Tull presente, tra l’altro, anche nel successivo Electrically driven. Quest’ultimo album, registrato all’Astoria di Londra, si proponeva l’esecuzione di classici e pezzi nuovi della band in chiave elettrica. Ma tutto questo fu nulla se confrontato con l’evento del Magician’s birthday party. Il “party” fu registrato al Shepherds Bush Empire di Londra il 7 dicembre del 2001 e vide la partecipazione straordinaria di John Lawton e di Ken Hensley. Dopo ventun’anni la “mente” degli Uriah Heep anni 70 si riuniva, sia pure per un singolo concerto, al resto del gruppo. In quell’occasione, finalmente, ci fu la riconciliazione tra Lee Kerslake e Ken Hensley dopo più di vent’anni di rottura. Il concerto fu davvero magico e toccò, a mio parere, il culmine con l’esecuzione del pezzo The magician’s birthday con Bernie e Lawton che duettavano accompagnati dal resto del gruppo.

Live in the U.S.A.

Le promesse che gli Uriah Heep avevano fatto ai fans americani le soddisfarono nel 2003 pubblicando Live in the USA. L’album fu registrato durante le due date di Trenton nel New Jersey il 5 e il 6 ottobre 2002. Sempre nel 2003 gli Heep organizzarono un nuovo Magician’s birthday party che vide la partecipazione del solo John Lawton. Questo evento fu documentato nell’album Magic night uscito nel febbraio del 2004. Magic night è un prodotto notevole poiché contiene alcuni classici degli Uriah Heep, come ad esempio, Shadows of grief e Pilgrim, che quest’ultimo line up non aveva mai eseguito dal vivo. Gli anni successivi furono scevri di nuovi lavori e gli Uriah Heep li trascorsero tra un tour e l’altro in giro per il mondo. Com’è sempre stato nella storia della band il pubblico di fans arrivava a frotte ai loro concerti e comprava gli ultimi album dal vivo; ciò che mancava, però, era un “successore” di Sonic origami.

A questo punto bisogna fare alcune considerazioni per capire perché stentava ad arrivare un nuovo album in studio degli Uriah Heep. Dice Mick Box: “Negli anni 60/70 era tutto più semplice. In poco più di un mese potevi registrare le canzoni e vedere l’album negli scaffali dei negozi, dopo un paio di settimane avevi i primi riscontri della critica e delle vendite. Sulla base dei dati raccolti potevi stabilire un budget per andare in tour e così via ...”. Di fatto, l’avvento di internet ed il fenomeno del file sharing ha scombussolato questo assetto. Le case discografiche hanno speso tempo e soldi per cercare di eliminare un fenomeno ineliminabile. Basti pensare a cosa è servita la guerra contro un software come Napster per impedire agli internauti di condividere intere discografie. Tutto ciò è stato disastroso per le case discografiche e per i gruppi che furono coinvolti nella riorganizzazione di tutto il “sistema”.Gli Uriah Heep, come altri gruppi, subirono per questi motivi e altri motivi che vedremo una serie di ritardi che definire inopportuni è veramente poco. Conclusosi il contratto con la Classic Rock Legends gli Heep firmarono per la Sanctuary. Di li a poco questa etichetta fu inglobata nella Universal. Questo assorbimento comportò la ridefinizione delle varie voci del contratto degli Uriah Heep. La band voleva tenere fermi diversi punti e, tra le altre, le discussioni sulla promozione causarono un ulteriore ritardo. Sarebbe infatti stato un suicidio commerciale pubblicare un nuovo album nel momento di transizione tra le due case discografiche. C’è da dire, tra l’altro, che gli Heep non avevano mai smesso di comporre nuovi pezzi, ma era altresì impensabile proporli in anteprima dal vivo poiché si sarebbe rischiato di vederli circolare su internet nel giro di pochi minuti. Alla fine gli Uriah Heep riuscirono ad ottenere tutto ciò che volevano, ed erano pronti a lavorare sulla registrazione del nuovo album.

Lee Kerslake lascia il gruppo

Le cose, però, non sono mai state facili per gli Uriah Heep; che dovettero rimandare ancora per qualche tempo l’uscita del nuovo album. Il ritmi serrati dei vari tour del 2006, infatti, contribuirono a minare la salute di Lee Kerslake che non era più in grado di portare avanti uno stile di vita che ti porta a girare tutto il globo nel giro di pochi giorni. Durante quell’anno gli Uriah Heep suonarono in Brasile, Perù, Russia e Bulgaria, concludendo con un tour acustico di sei settimane attraverso tutta l’Europa. Nel gennaio del 2007 comparve nel sito ufficiale della band un comunicato che spaventò non poco i fans degli Heep. Il comunicato suonava circa così: “Gli Uriah Heep con rammarico annunciano che, a causa di sopraggiunti problemi di salute, il batterista Lee Kerslake lascierà il gruppo con effetto immediato”. Tutta la band era scossa da questa necessaria defezione ma in particolare Mick Box che, dopo tutti questi anni, considerava Lee non solo come un compagno di lavoro, ma anche come un amico che amava come un fratello. Con l’abbandono a tempo indeterminato di Lee Kerslake si spegneva la 14esima incarnazione degli Uriah Heep, quella che è durata nel tempo più di tutte le altre. A questo punto gli Uriah Heep iniziarono le audizioni per reclutare il sostituto di Lee Kerslake.

Russell Gilbrook

Il 14 marzo 2007 la band annunciò che il batterista Russell Gilbrook avrebbe sostituito del grande Lee. Gilbrook, in passato, aveva lavorato con Tony Iommy, Van Morrison, John Farnham, Alan Price, Chris Barber and Lonnie Donnigan. Il 14 aprile 2007 Russell suonò il suo primo concerto con gli Uriah Heep a Vuokatti in Finlandia. Trovare il nuovo batterista non fu cosa facile. Alle audizioni, infatti, si presentarono decine di professionisti ad altissimo livello. Gli Uriah Heep d’altronde non vollero, giustamente, cercare un batterista che avesse lo stile di Lee Kerslake, cercavano piuttosto una “personalità” marcata che avesse uno stile, per così dire, più “giovane”. Tra tutti i batteristi era difficile decidere in quanto tutti avevano questi requisiti. Per questo motivo, oltre alla tecnica, fu presa in considerazione la capacità di cantare come era solito fare Lee Kerslake; fu proprio questo aspetto che fece pendere l’ago della bilancia a favore di Russell Gilbrook.

Wake The Sleeper

Forti dei primi concerti insieme al nuovo entrato, gli Uriah Heep si rinchiusero nella piccola cappella sconsacrata nel Lincolnshire per registrare quello che sarebbe diventato il loro 21esimo album in studio; Wake the sleeper. Il nome dell’album fu preso dal detto “wake the sleeping giant” e, per svegliare il gigante addormentato, gli Uriah Heep si servirono unicamente di basso, batteria (da ascoltare la grinta di Russell con la doppia gran cassa), chitarra (per la registrazione dell’album, Mick usò esclusivamente chitarre Gibson, tranne in un paio di assoli che eseguì con una Yamaha poiché con questa riuscì ad ottenere un vibrato più accentuato) e l’immortale organo Hammond. Nessun synth è presente nell’album, solo i sopracitati strumenti che hanno fatto il sound classico della musica degli Uriah Heep. Grazie alla grinta della band, alla potenza della batteria di Russell Gilbrook e alla sapiente produzione di Mike Paxman, Wake the sleeper si è rivelato l’album più hard degli Heep dai tempi di Sea of light. I fans della band, però, per i motivi sopra esposti riguardo l’inglobamento della Sanctuary nella Universal, dovettero aspettare fino al giugno del 2008 per vedere in commercio l’ultimo album degli Uriah Heep. I fans italiani, a causa della distribuzione nel nostro Paese, dovettero aspettare una settimana in più, rispetto alle altre nazioni. Grazie ad internet, però, alcuni di loro poterono ascoltare in anteprima tutto l’album on line sulla neonata Radio Uriah Heep Italia che, gia dal giorno successivo alla sua uscita, mandò in onda per intero Wake the sleeper 24 ore su 24 per i restanti giorni dalla sua pubblicazione in Italia. Inutile dire che gli Uriah Heep promossero l’album con un’immane tournee che si concluse solo nel 2009. Questo tour toccò anche il nostro paese a Milano il 9 novembre 2008 con il memorabile concerto al Rolling Stone.

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