John Sloman
 
     
 

John Sloman in un concerto con gli
Uriah Heep
 
Gli Uriah Heep del "dopo-Hensley".
Questa formazione fece solo un tour
e ci regalò solo un singolo "Think it over".
 
John Sloman 24 anni dopo
John Sloman rappresenta ed incarna forse il periodo degli Uriah Heep più difficile e rocambolesco e, quasi di conseguenza, il più bistrattato e sottovalutato che portò al primo scioglimento del gruppo nel 1980. John è dotato di una voce potente, ma malleabile, che può essere descritta come un incrocio di stili tra quello sensuale alla Plant e quello più funky oriented di Glenn Hughes. Nato alla fine degli anni cinquanta già a sette anni prende lezioni di pianoforte, ma a tredici l'ascolto di Whole lotta Love dei Led Zeppelin lo porta verso la via del canto. A sedici anni si unisce ai Trapper insieme a Pino Palladino (attuale bassista degli Who). Riescono addirittura ad organizzare un piccolo tour in Germania che, però, si rivela un disastro a causa del furto della loro intera attrezzatura. A casa, nella completa depressione, i Trapper si sciolgono. Alcuni mesi dopo però un ragazzo che organizzava le date del gruppo mette in contatto Sloman con una band che aveva già pubblicato un buon album in tipico stile progressive anni '70: i Lone Star. Nonostante la giovane età (diciannove anni) e l'inesperienza in studio il risultato è un ottimo album Firing On All Six che vede l'unione tra il giovane cantante e l'esperto Paul Chapman (poi negli UFO).
L'avventura seguente vede il cantante alle corte degli Uriah Heep nell'ultimo album scritto con Hensley: Conquest.
Il disco vede la luce in un periodo di grande tensione interna. Da pochi mesi Kerslake se ne era andato, le vendite erano in calo, il punk impazzava e il principale compositore (Hensley ovviamente) usciva da una lampante crisi ispirativa. Sia la critica sia il pubblico non apprezzano. La tournèe è però ricca di date e per la prima volta gli Heep toccano di nuovo le terre italiche dal lontano 1971. I concerti portano però altre e più notevoli tensioni tanto che Hensley (che non nasconde la disapprovazione per come Sloman interpreta i suoi classici) abbandona la band.
Il cantante ricorda del periodo : "E' stata una bella esperienza, ma ho imparato che il businness nasconde anche momenti difficili...è durato tutto troppo poco, un disco, un tour e poi la band si è sciolta ed io l'ho saputo dai giornali !".
Dopo lo split degli Heep Sloman viene chiamato per una serie di concerti con Gary Moore. Malauguratamente proprio alla vigilia della prime date Sloman contrae un virus che ne distrugge le sue corde vocali e che non rende il live (postumo) del 1986 Rockin' every Night un capolavoro. Alla fine degli anni 80 collabora come corista e chitarrista con Paul Young agli apici della sua fortuna (è il periodo di Love of the common people).
Proprio in quel periodo nascono le session per il suo primo album solista Disappearances can be deceptive uscito poi nel 1989. Le registrazioni e la pubblicazione sono però tremende e complicatissime. I problemi sono da imputarsi soprattutto al cattivo rapporto instauratosi tra Sloman ed il produttore Todd Rundgren che costrinsero John a riregistrare due volte lo stesso disco nel giro di sei mesi. Il ritardo causa lo scioglimento del contratto discografico con la EMI ma, in modo sorprendente, la FM dopo un accordo con la Emi stessa comincia a pubblicare delle promo da fare circolare nelle riviste specializzate ed è proprio grazie ad una recensione che Sloman si accorge che il suo album sta per essere pubblicato! Grazie al suo repentino interessamento la FM permette al cantante di remixare il tutto e poi, finalmente, di pubblicare. Forse per la delusione, forse per lo stress le sue apparizioni da qui in poi diventano rare ma sempre e comunque molto differenziate tra i vari generi musicali Ricordiamo una collaborazione con un gruppo punk demenziale inglese (Splogganessabounds), l'album Mainstream di Lloyd Cole e poi un'apparizione con Brother Beyond. Partecipa anche a MetalChristmas un album senza lode dove vecchie star Heavy rileggono classici natalizi.
Una collaborazione con John Sykes (Badlands) invece si rivela disastrosa in quanto alcune delle composizioni firmate dal cantante vedranno la luce solo anni dopo incluse nel primo album dei Blue Murder (senza però alcun accenno a Sloman).
Solo nel 2003 esce Dark Matter dopo molti anni di silenzio e viene acclamato dalla critica nonostante una non facile reperibilità. Sempre del 2003 la collaborazione con i Praying Mantis per l'album uscito nello stesso anno.
Speriamo che questo ottimo ed originale cantante forgiato da una serie diversa di artisti che vanno da Steve Wonder, a Plant, da Marvin Gaye a Joni Mitchell, da Paul Rodgers a Glenn Hughes, ma anche dalla musica più disparata che parte dai Weather Report passa per il funky ed arriva fino al Reaggae sappia ritagliarsi lo spazio che si merita nel mondo musicale che per un lungo periodo lo ha denigrato senza dare molto spazio alla sua poliedricità e coerenza artistica.

 
     
 
A cura di Tiziano Olivares