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Internet
non esisteva nel 1977, e non esistevano neanche i potenti strumenti
atti a comunicare che la rete mette oggi a disposizione. Non restava
che impugnare la cornetta del telefono oppure prendere carta, penna,
busta e francobollo. Non riuscendo a trovare in Italia l'album
Proud Words On A Dusty Shelf l'amico heepster
Alessandro optò
per questa seconda alternativa. Dopo alcuni giorni sentì
bussare alla porta: il postino gli recapitava una missiva di risposta
alla sua lettera. Fin qui niente di eccezionale, se non fosse che
la risposta era firmata da un certo signor Ken
Hensley.
Adesso, con internet, le comunicazioni mondiali sono certamente
più semplici ed immediate così, tempo fa, inviai una
e-mail ad Ivana Spagna (si, avete capito bene, proprio quella cantante
la) per chiederle conferma riguardo una certa canzone dal titolo
Lady in black presente
in un suo album. Volevo solo conoscere il nome dell'autore che non
era citato nel suo sito. Non ottenni nessuna risposta.
Ancora, qualche anno prima inviai una e-mail a Francesco Guccini
per sapere se avesse tratto lo spunto da un passo del libro di Isaia
per una sua canzone dal titolo Shomer ma mi hlallah (non
ricordo com'è scritto il titolo e non ho voglia di andare
a controllare) ... anche in questo caso non ottenni nessuna risposta.
Eppure, per la e-mail a Spagna bastava che l'artista scrivesse "Hensley"
e facesse click su invia; nel secondo caso sarebbe bastato scrivere
un bel "si" e fare click su invia.
Eppure questi due artisti non hanno la fama degli Uriah
Heep o quella personale di Ken
Hensley che è conosciuto in tutto il
mondo. Voi direte:"il testo della lettera è scritto
con le vecchie macchine da scrivere, può averla scritta qualche
impiegato"; certo, potrebbe anche essere, ma la firma è
quella di Ken Hensley
(confrontatela con quella presente all'interno di Firefly)
e poi, in ogni caso, da persona educata, ha risposto.
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