URIAH HEEP A MILANO - 9 NOVEMBRE 2008
   
   
Qui di fianco sono riprodotte le miniature di alcune foto (ingrandibili) che ho scattato il 9 novembre al Rolling Stone di Milano. In questa pagina, e presto nella sezione Multimedia, sono disponibili anche alcuni video. Mi scuso per la qualità dell'audio (che distorce), ma stavo proprio sotto il palco ed ero bombardato dai decibel; ho provato ad equalizzarlo, ma non credo si possa ottenere un risultato migliore.
Il pubblico, come dimostra a grandi linee la prima immagine che, tra l'altro non riesce a riprendere tutta la sala, era numeroso e si è dimostrato partecipe in tutte le fasi del concerto.
Gli Uriah Heep, in splendida forma, hanno fatto il loro ingresso sul palco intorno alle 21.00 accompagnati da una musica (puoi vedere il video clikkando qui) che è servita da introduzione alla potentissima Wake The Sleeper (puoi vedere il video clikkando qui) che ha infiammato immediatamente il pubblico del Rolling. Il ritmo è tenuto alto anche dalle successive Overload e Tears Of The World. Si nota subito il primo "neo" della serata: la voce di Bernie e l'organo di Phil sono decisamente bassi in confronto alla chitarra di Mick, al basso di Trevor e alla batteria di Russell che, come ha scritto Tiziano sul forum di questo sito è decisamente un "treno".
Si procede comunque con un balzo nel passato, quando Phil introduce l'immortale Stealin' seguita a ruota da Sunrise. Qui abbiamo avuto la possibilità di ascoltare meglio la voce strepitosa di Bernie capace, come il suo compianto predecessore, di raggiungere tonalità bassissime per poi esplodere in tonalità alte. Ed è anche a questo punto, secondo alcuni di noi, che gli Uriah Heep si sono accorti della presenza di un "sesto componente" della band: lo splendido pubblico di Milano. Insomma, mentre prima erano, come dire, cauti, da Sunrise in poi si sono "lasciati andare" mostrando chiaramente a tutti noi che stavano cominciando a divertirsi. Il merito è senz'altro del pubblico. Per una band, che ovviamente mentre suona sta lavorando, è importante trovare un pubblico "caldo" e che partecipa attivamente al concerto, in questo modo il suo lavoro si trasforma in un divertimento e la musica cresce in qualità. Heavens Rain, Book Of Lies e Light Of A Thousand Stars sono semplicemente fantastiche, e hanno fatto da apri pista ad un altro ritorno al passato.
Trevor si è avvicinato a Mick che gia si era posizionato vicino alla batteria, mentre Phil attacca con il riff che David Byron scrisse per introdurre l'immortale Gypsy. In sostanza abbiamo potuto degustarla così come compare in Very 'Eavy ... Very 'Umble tranne che per il finale. A seguire una potentissima rullata di Russell introduce la successiva Look At Yourself. Ormai sono tutti scatenati con Phil che maltratta (nel vero senso della parola) il suo Hammond, Bernie che corre da una parte all'altra del palco sfoderando acuti paurosi e Trevor che sta perennemente in assolo. Che dire di Russell e di Mick in questo frangente ? Il primo, che ha a disposizione una doppia gran cassa, fa invidia agli Osibisa riguardo il lavoro alle percussioni; del secondo c'è poco da dire in quanto lascia tutti a bocca aperta quando inizia la parte finale della canzone. Il grande Mick ha cominciato un lavoro ritmico - inframezzato ad assoli - ad una velocità impressionante (non avevo mai visto una cosa del genere), seguito a ruota da Trevor che marcava il pesante suono dei china di Russell. Il pubblico, adesso, è in delirio anche perché, durante le interruzioni che preannunciano la fine del pezzo, Bernie cerca - o almeno così è sembrato a me - di spiazzare la band dando false partenze che non intimidiscono per niente gli altri Heep. Addirittura Mick se lo guarda e ride come a volergli dire:"Guarda che non ce la farai mai a fregarci". L'ultimo acuto di Bernie e quello buono e il pezzo termina tra un mare di applausi.
What Kind Of God, Ghost Of The Ocean, War Child e Shadows non sono da meno nel tenere il ritmo elevato. E' palese il fatto che gli Uriah Heep si stanno divertendo, e ciò contribiusce alla resa qualitativa dei pezzi.
A questo punto Phil introduce con l'organo quello che, a mio modesto avviso, è il pezzo più bello dell'album Angels Walk With You. Purtroppo non sono stato abbastanza svelto, e potete vedere il Video (clikkando qui) quando il pezzo è gia cominciato da qualche secondo. Di questo pezzo c'è da dire che è possibile ascoltare linee di basso che non sono presenti nella versione in studio. Grandioso il lavoro di Trevor che, a parte durante il ritornello, sta - come gia detto - perennemente in assolo con glissate e fraseggi. Stupendo anche l'assolo d'organo di Phil ripetuto anche nel finale del brano; peccato che il volume del suo hammond sia decisamente basso.
Il concerto continua con July Morning cantata, oltre che da Bernie, da tutto - o quasi - il pubblico presente. Durante l'assolo finale Mick esibisce - più che in altri brani - la gestualità che lo contraddistingue "prendendo" e "distribuendo" "musica" a tutto il pubblico.
Segue l'ultima canzone del concerto: il classico Easy Livin'. Eseguito da Russell con la doppia cassa, il pezzo guadagna senz'altro in potenza ma si sente, a mio avviso sopratutto qui, la mancanza del grande Lee Kerslake alle voci. Il suo ruolo, adesso, lo ricopre Trevor e lo fa molto bene; per quanto mi riguarda Trevor Bolder è stato un'autentica rivelazione. Non l'avevo mai visto (ne sentito) fare le cose che ho visto e sentito a Milano.
A questo punto gli Uriah Heep salutano il pubblico
e si ritirano dietro il palco. Tutto il pubblico grida forte e Mick Box non si fa attendere. Dopo aver "indossato" la sua chitarra acustica sfodera il suo largo sorriso e comincia a suonare Lady In Black che chiude definitivamente la serata. Il pubblico canta insieme a Bernie e qui ho la riprova di quanto detto su Trevor qualche riga più sopra. Il bassista degli Uriah Heep comincia ad assoleggiare anche su Lady In Black; da non credere !!!
A questo punto, grazie ai Black Flowers di Roma (Clikka qui per visitare il loro sito) che hanno avuto l'accortezza che non ho avuto io di contattare Louis Rentrop (che ringrazio insieme a loro), ho avuto la possibilità di incontrare gli Uriah Heep nel backstage. Ero talmente emozionato che alla domanda di Trevor se mi piacessero le nuove canzoni ho avuto la forza di rispondere solo un misero yes
. Mi son fatto firmare gli autografi anche per gli amici Woodstock di Ancona (e questo fatto ci condurrà al secondo e ultimo "neo" della serata), e son riuscito ad ottenere la tanto agognata foto insieme agli Heep. Per la cronaca - come si può anche vedere nella foto - solo Russell oltre me guarda la mia macchina fotografica, gli altri Heep si concentrano sulla macchina di non ricordo quale amico.
Per me la serata si è conclusa in pizzeria con la graditissima compagnia di Sonia (ritratta insieme a me nella foto in alto a sinistra) e Dario Zalunardo (visita il suo sito clikkando qui), di Lamberto, Gianfranco (Woodstock di Ancona) e dei loro figli
, dei Black Flowers di Roma (dei quali non ho "inquadrato" bene i loro nomi a causa della lunghezza dei capelli) che ringrazio per l'impagabile regalo che mi hanno fatto chiedendo a Louis il pass anche per me. Inoltre il carissimo Enrico che ringrazio per l'amicizia, il simpaticissimo Claudio degli UHT di Trento (clikka qui per visitare il loro sito), Roby - leader del mio gruppo - Alberto, Giulia e la mia splendida cuginetta Patrizia (ritratta insieme a me nella foto in alto a destra) che ha sopportato per due giorni e due notti due casinisti come me e Roby (cmq Patrizia metà della prima bottiglia di Chianti te la sei scolata tu, non ci son santi !!!). Vorrei inoltre ringraziare per l'amicizia l'amico heepster Alberto e il mio insostituibile amico e collaboratore Tiziano che ho avuto il piacere, finalmente, di conoscere di persona. Così come ho avuto il piacere di conoscere personalmente il grandissimo Simone (clikka qui per visitare il suo sito dove, tra l'altro, è presente una recensione corredata da foto del concerto). Vorrei inoltre ringraziare la signora - come un idiota non le ho chiesto neanche il nome - che mi ha permesso di fotografare la scaletta del concerto che aveva attaccata al petto. Spero di non aver dimenticato nessuno.
Veniamo, finalmente, al secondo "neo" della serata. A fine concerto, dopo 10 minuti, gli addetti alla sicurezza del Rolling Stones hanno letteralmente sbattuto fuori il pubblico rimasto per incontrare (come sempre accade nei concerti degli Uriah Heep) la band. Sto parlando di una 30ina di persone completamente sobrie che volevano solo autografi e scattarsi qualche foto con la band. L'esperienza ci insegna che gli Uriah Heep, dopo mezz'ora o tre quarti d'ora dalla fine del concerto, incontrano e si rendono disponibili al pubblico rimasto
; questa consuetudine - grazie al servizio di sicurezza del Rolling Stone - non è stata rispettata. Per di più, questi signori della sicurezza, all'uscita del gruppo dal locale verso i taxi, ha formato un "cordone protettivo" (protettivo da cosa ????) nei confronti delle 20 persone rimaste fuori dal Rolling. Al sottoscritto (che è stato fortunato per averli incontrati nel backstage) e ad altre due ragazze è stato impedito di stare dall'altra parte del "cordone di sicurezza". Non vorrei fare polemiche ma la Costituzione Italiana permette la libera circolazione dei cittadini nei territori della Repubblica che non sono sottoposti, per legge, a qualche restrizione. Il marciapiede di fronte al Rolling Stone è, per caso, uno di questi luoghi ? Mi dispiace doverlo dire, ma il servizio di sicurezza del Rolling Stone ha rovinato il consueto avvicinamento (sempre voluto, tra l'altro, dagli Uriah Heep) tra il pubblico e la band.
Di questa splendida serata ci saranno nei prossimi giorni altre foto e ricordi.

Luca Pittalis

P.S.

Ringrazio Sonia Zalunardo, Lamberto Rossi, Gianfranco Napolitano, Alberto Pasi e Roby Dee per le immagini che hanno messo a disposizione di Uriah Heep Italia.