Intervista
a KEN HENSLEY, storico tastierista degli
Uriah Heep
di Daniele
Cutali
(intervista
apparsa originariamente sul n.29 della rivista finlandese Colossus)
di
Alfio Costa
supervisione
di
Daniele Cutali
(Nota del supervisore: Siamo stati ispiratori e abbiamo quindi collaborato,
curato e supervisionato questa intervista fatta via e-mail a Ken
Hensley da Alfio Costa, tastierista
dei Tilion, per la rivista finlandese Colossus. La pubblichiamo con
piacere sulle pagine di Movimenti Prog)
...Forse
sto sognando…. Tanti anni fa, eravamo nel 1970, un gruppo rock
inglese pubblicò un album con una strana copertina: un volto
umano prigioniero di una ragnatela, un’immagine molto “dark”
per una musica molto particolare. Sonorità che spaziavano dall’hard
rock più violento ed oscuro a dolcissime melodie, in sognanti
atmosfere che offrivano all’ascoltatore “ variopinte immagini
sonore”. L’album si intitolava Very
‘Eavy, Very ‘Umble, il nome della band era Uriah
Heep e la sua mente creativa era Ken Hensley
(In realtà Ken Hensley
non fece in tempo a firmare nessun pezzo di Very
'eavy sia nella versione europea sia in quella
USA/Canadese.(N.d.Luca)
,un tastierista-chitarrista-cantante,
che con molte delle sue composizioni portò la band, durante gli
anni settanta, a livelli artistici e di fama mai più raggiunti
negli anni successivi. Contemporaneamente Ken
inizia anche una carriera solista parallela alla band, ricca di album
suggestivi e che continua ancora oggi. Lasciati gli Uriah
Heep, entra per un breve periodo in una hard rock band americana,
i Blackfoot, con i quali pubblica due album
di discreto successo ed in seguito collaborerà con molteplici
artisti di vari generi musicali, fino ad arrivare e alle sue ultime
collaborazioni discografiche col vecchio compagno di tante battaglie
John Wetton (King
Crimson, Uriah Heep,
Roxy Music etc.).
Oggi io intervisto Ken Hensley, uno dei
miei musicisti preferiti in assoluto, semplicemente il tastierista rock
per eccellenza. Lui è il vero “colpevole”….
Quello che mi ha guidato verso altri lidi musicali e che mi ha fatto
decidere di imparare a suonare l’organo Hammond, …Lui è
la leggenda dei miei ascolti adolescenziali …sì, forse
sto proprio sognando…
Ciao Ken e benvenuto su Movimenti Prog.
Come sai, io non sono proprio un giornalista, ma un tuo agguerrito fan.
Ti chiedo quindi scusa da subito per la mia poca professionalità
e cercherò di essere il “meno invadente possibile”.
Vogliamo partire dall’inizio? Come è stato il tuo incontro
con la musica? Cosa ti ha fatto decidere di diventare un musicista?
Mia madre e mio padre erano entrambi musicisti abbastanza buoni (non
professionisti naturalmente) così c'è sempre stata musica
in casa. Ho iniziato ad ascoltare musica molto presto, quand'ero molto
piccolo, e posso ricordare che mi emozionavo con certi dischi che mio
padre era solito ascoltare. Amo ancora ascoltare la musica della tromba
di Eddie Calvert, per esempio! Man mano
che crescevo cominciavo a essere sempre più coinvolto dalla musica
“pop” di quel periodo sebbene a mio padre non piacesse molto!
Ho anche cominciato a giocherellare attorno al pianoforte a casa. A
scuola presi alcune lezioni di violino e cominciai addirittura a imparare
il “chanter”, che è la parte melodica della cornamusa!
Ma quando vidi Elvis volli subito una chitarra
e credo che cominciò tutto da lì.
La tua prima band importante furono i Gods,
con la quale realizzasti due album e nella quale eri in buona compagnia:
Greg Lake, Mick Taylor
(poi con gli Stones), John
Glascock (Jethro Tull) e Paul
Newton e Lee Kerslake, tuoi futuri
compagni negli Uriah Heep. Cosa ricordi di quell’esperienza?
Un sacco di cose! E sarà tutto nel mio libro, When
Too Many Dreams Come True, che verrà pubblicato quest'anno.
Lasciai la scuola determinato a diventare una star, o almeno per provarci,
e tentare di riuscire a vivere con la musica che suonavo, quindi risale
a quei primi giorni il mio assaporare il successo. E' stata una lunga
strada ma quando con i Gods entrai a Abbey
Road cominciai a sentire che, nonostante tutto, stavo facendo qualche
progresso. Gli anni '60 e '70 sono stati molto eccitanti per i musicisti
in Inghilterra.
Una curiosità: tu nasci chitarrista e fu con i Gods
che iniziasti anche a suonare l’organo Hammond, quale fu la causa
e come fu l’incontro con questo leggendario strumento?
Cominciai a suonare l'organo perchè non potevo suonare la chitarra
con la migliore band locale. Loro avevano già due chitarristi
e il loro manager disse che se avessi saputo suonare l'organo avrei
potuto unirmi alla band “domani”, quindi scambiai la mia
Gretsch Tennesseean con un Farfisa e feci il mio primo concerto con
loro il giorno dopo... cioè “domani”! Da quel giorno
sono gradualmente passato a un Hammond L102 e quindi al B3 con gli Heep.
Adesso suono molto di più la chitarra ma la maggior parte delle
mie canzoni le compongo al piano.
Dalla
tua discografia ho scoperto che nel 1970 hai suonato negli album di
altre due bands: Toe Fat e Heads
Machine Orgasm. Ci racconti qualcosa
in merito?
Il disco degli Head Machine fu un “lavoro
a pagamento” che feci perchè avevo rotto con la band e
avevo bisogno di soldi. Scrissi qualche canzone e la registrai per David
Paramor, quindi me ne dimenticai. Fu una vera sorpresa vederle
riapparire più tardi! I Toe Fat
erano la band di Cliff Bennett
che divenne mio amico grazie a David Paramor
(il produttore dei Gods). Aveva un singolo
al primo posto nel Regno Unito e mi chiese di formare i Toe
Fat con lui e di suonare la chitarra. Da lì poi entrai
negli Heep, naturalmente.
E veniamo agli Spice … diventati
poi Uriah Heep. So che fu Paul
Newton, l’allora bassista, a contattarti per entrare nella
band. Come andò esattamente e quali furono le tue prime impressioni?
Gli Spice decisero di aggiungere le tastiere
e Paul, che suonava il basso con loro,
mi raccomandò. Dopo aver parlato alla band andai nell'ufficio
del loro manager e ne parlammo ancora. Ero contento del loro modo di
pensare, erano in studio che lavoravano al primo album degli Spice e
mi piacevano le idee musicali che avevano, così decisi di unirmi
a loro. E' stato durante le prove (durante le quali scrivemmo alcune
nuove canzoni) che prendemmo la decisione di cambiare il nome al gruppo.
Come definiresti la musica degli Uriah Heep
e a quale o quali brani o album ti senti più legato e perché?
Non sono un fan per definizione. Nei primi anni la musica degli Heep
era molto sperimentale e stavamo tentando di trovare la giusta line-up
e una direzione musicale chiara. Adoravo la natura sperimentale delle
cose ma suppongo che fu nel periodo di Look At
Yourself che trovammo una direzione che miscelava le nostre abilità
con il massimo risultato. Mi sento “legato” a tutti i nostri
dischi, naturalmente, ma suppongo che Demons &
Wizards sia l'album che sento rappresenti
il nostro punto musicale più alto. Mi piace molto anche High
& Mighty ma perchè lo vedo come un ritorno gradito
ai giorni sperimentali ed è stato come fare un album solista
con una grande band!
Una delle caratteristiche della musica della band, oltre a complesse
e corali trame vocali (tutti avevate una buona voce e tutti partecipavate
ai cori nei vari brani), era senza dubbio la voce del grande David
Byron. Cosa ricordi di lui sia come artista che come uomo …
ti va di parlarne?
Come per chiunque altro nella band non ho mai conosciuto realmente David
come uomo ma, come artista, sono veramente orgoglioso di aver lavorato
con lui e penso che sia ancora “sottovalutato” come pioniere
del rock. E' stato un grande front-man, un po' insicuro (come lo sono
la maggior parte dei cantanti non strumentisti), ma mi sono sempre trovato
bene a scrivere per lui a causa della sua incredibile abilità
nell'interpretare i testi. E' stato unico nel suo genere e impossibile
da sostituire, così probabilmente non avremmo dovuto neanche
provarci. Il suo alcolismo e la sua conseguente morte è stata
una grande tragedia, una cosa molto triste.
Tornando
ai lavori fatti con gli Heep, c’è
una cosa che mi ha sempre incuriosito. Nei primi album, tu scrivevi
alcune righe sul retro della copertina, prima o dopo i titoli dell’album.
Una sorta di messaggio - guida per l’ascoltatore… Era un’iniziativa
tua o ti veniva espressamente chiesto dai discografici o dagli altri
ragazzi della band?
E' stata una mia iniziativa, vista come un modo di “personalizzare”
i dischi e coinvolgere di più i fan. Smisi di farlo quando alcuni
membri della band credettero che, in parte a causa di ciò, stessi
ricevendo troppa attenzione. Ridicolo ovviamente, ma lo farei comunque
anche oggi per le stesse identiche ragioni.
Ci furono parecchi cambi nell’organico della band. Insomma ho
contato cinque diverse formazioni per i primi dieci album. Cosa vi faceva
esser così “irrequieti”? Come erano i rapporti personali
tra voi?
Come ho detto, passammo i primi anni e i primi album cercando una combinazione
ideale di musicisti/persone. Gli altri cambiamenti avvennero a causa
di problemi con droga e alcool o perchè i rapporti interpersonali
arrivarono a un punto di rottura irreversibile. Ti ho anche menzionato
prima che non avevo alcun rapporto personale con gli altri membri del
gruppo. L'unica cosa che avevo in comune con loro era la band stessa.
Sarai d’accordo con me che l’apice artistico con gli Uriah
Heep l’avete raggiunto con quella che è considerata
la formazione classica (Hensley / Box
/Byron / Thain
/ Kerslake), in particolare trovo molto
suggestivi e belli gli “album magici”: Demons
And Wizard e The Magician's Birthday,
forse i più “progressive” dell’intera discografia.
Tu tra l’altro iniziasti a suonare anche il Minimoog in questi
album, altro strumento mitico… In quel periodo avete raggiunto
una fama mondiale e avete praticamente girato il mondo con i Vostri
concerti, riempiendo i teatri. Tu che l’hai vissuto, raccontaci
i lati positivi e quelli negativi del successo e dell’essere una
rockstar.
Probabilmente avrei bisogno di un libro intero per raccontare tutto
ciò che posso circa questo argomento. Ovviamente tutti coloro
che hanno deciso d'intraprendere una carriera nella musica ne sono appassionati
e vogliono avere successo, e io non sono differente da tutti gli altri.
Dall'età di 11 anni ho cominciato a convincermi di fare il musicista
professionista e a lavorare per questo! Forse l'1% delle persone che
vogliono questo riescono a raggiungere il loro obiettivo e forse il
3% di questo 1% può goderne come carriera per tutta la vita.
Io faccio parte di quel 3% ma il prezzo che devi pagare per questo cosiddetto
successo è enorme!Ovviamente una parte di esso è dovuto
anche alle possibilità che vengono offerte e che riesci a sfruttare,
ma questo è vero per tutto quanto nella vita. Posso parlare solo
per me stesso, ma quando guardo indietro a quel che ho fatto, molte
cose la farei differentemente. Essere una rockstar era tutto ciò
che sognavo di essere e più di tutto ciò che avrei mai
potuto sognare di essere. La cosa più positiva e reale di tutto
ciò è realizzare di condividere la tua musica con così
tanti milioni di persone sia nei concerti completamente sold-out, nei
dischi, nelle radio, ovunque sia. Le altre cose, le “trappole”
del successo, le limousine, lo stile di vita da prima classe ecc...
sono solo ciliegine sulla torta. La parte più difficile è
non farsi prendere da tutto questo e realizzare che è tutto vero
(più o meno) ma tutto molto, molto temporaneo. Quando il tempo
passa e la star comincia a decadere, quando la moda cambia e le radio
cominciano a ignorare la tua musica, devi prendere delle decisioni difficili
e suppongo che questa sia la parte più negativa. Dopo tutte quelle
attenzioni, puoi scendere a patti con il fatto di diventare un ricordo?
Puoi lasciare il passato dietro di te? Puoi recuperare le relazioni
che hai dovuto sacrificare per dedicarti alla carriera? Sono molto felice
di aver avuto il successo che ho avuto e molto, molto grato di avere
una moglie che mi ama per quello che sono e non per chi o quello che
ero. Sono anche fortunato di poter scrivere e registrare musica che
abbia ancora un audience nel mondo, anche se è molto più
piccola di quella di una volta!
Nel 1974 il bassista Gary Thain, lascia
la band e poco dopo muore tragicamente. Come siete riusciti ad andare
avanti, che ricordi hai di quel periodo e come è avvenuto l’ingresso
nella band di John Wetton?
Veramente non ho avuto molto modo di avere a che fare con la morte di
Gary perchè ero molto distante da
essa ed ero “preso” con i miei problemi dovuti alla cocaina.
Per me fu l'inizio della fine della band e fu qualcosa per cui passai
molto tempo a pensarci su. Non ricordo bene come avvenne che John
si unì alla band ma mi piacque molto il suo periodo negli Heep.
Nel 1980 decidi di lasciare gli Uriah Heep,
dopo 10 anni di successi e di soddisfazioni professionali ed artistiche.
Perché?
Perchè ero praticamente in una cover band e la cosa non mi piaceva
affatto! Odiavo la scelta di John Sloman
come cantante, e non mi piacevo più neanche io! La nuova musica
che facevamo non mi piaceva e tutto quanto era andato troppo in là
per essere salvato... ne avevo abbastanza!
Parliamo della tua carriera solista. Iniza nel 1973, con l’album
Proud Words on A
Dusty Shelf e continua felicemente anche oggi (l’ultimo
album Running Blind
è del 2002). Come mai l’esigenza di un percorso musicale
da solista, visto il successo che stavi avendo con gli Uriah
Heep?
Per cominciare ho pubblicato già tre cd dopo Running
Blind! Tutte le informazioni sono sul mio sito personale www.ken-hensley.com
Ti chiedo scusa ma mi ero fermato a quell’album…. Mi aggiornerò
quanto prima…
Come negli anni '70, adesso scrivo ancora talmente tanta musica che
posso pubblicare anche un cd all'anno di nuove canzoni, se voglio. Quando
pubblicai il primo disco, avevo un sacco di canzoni che avevo scritto
ma che non erano state incluse negli album degli
Heep, che volevo fossero pubblicate e non andassero perse...
parole orgogliose su uno scaffale polveroso! Ho sempre avuto un sacco
di canzoni scritte e devi ricordarti che, ai tempi del vinile, c'era
spazio solo per quattro o cinque canzoni per lato.
Nel 1982, ti trasferisti negli USA ed entrasti in una band, i BLACKFOOT,
musicalmente alquanto diversa dagli Uriah Heep.
Con loro pubblicasti due album. Cosa ricordi di quell’esperienza?
E' stato divertente a suo tempo ma il mio stile non è mai stato
realmente compatibile con la loro musica e avevo ancora troppi ricordi
dei grandi giorni con gli Heep nella mia
testa, così l'inevitabile paragone si realizzò in una
grande delusione per me. Nonostante questo, fu un'esperienza interessante.
Le tue collaborazioni con artisti provenienti da vari generi musicali
e in particolare quelle con i tuoi vecchi compagni negli Heep:
John Wetton e John
Lawton. Che valore artistico dai a questi progetti e a queste
collaborazioni?
Non molto. Sono state oppotunità che sono arriviate e io vi ho
partecipato senza pensarci neanche troppo. Di riflesso c'era troppa
musica “vecchia” coinvolta e nessuno dei due progetti aveva
alcun futuro, così fu solo una cosa temporanea e veramente a
breve termine per me!
Ascolti musica? E cosa ti piace ascoltare abitualmente? C’è
un artista del panorama musicale odierno che ti piace particolarmente?
Monica e io ascoltiamo musica per tutto il tempo che possiamo, perchè
entrambi la amiamo! Possono essere i Queen
un giorno e Andrea Bocelli l'altro, e io
particolarmente amo Sarah Brightman, così
è molto varia la musica che ascoltiamo. Io passo anche molto
tempo ad ascoltare musica che mi mandano gli artisti che vogliono una
mia opinione o che vogliono che produca i loro album.
C’è qualcosa nella tua lunga carriera artistica che rinneghi
o che, potendo tornare indietro nel tempo, cambieresti?
La droga! E' una delle più grandi recriminazioni della mia vita
che io sia caduto nel tunnel della droga! Sono ovviamente profondamente
grato di esserne libero del tutto adesso, ma caddi nel giro di bugie
che la droga offriva e si prese più di 16 anni della mia vita,
senza menzionare il danno che ha fatto alle mie relazioni, alle amicizie,
alla carriera, ai conti in banca ecc.
Ken Hensley e il futuro. I prossimi progetti
artistici e un desiderio per il domani….
Al momento sto mixando l'audio per un DVD live che abbiamo filmato in
Norvegia lo scorso Novembre. Il titolo è Live
Fire e i dettagli appariranno sul mio sito web molto presto!
Il regista, Magne Ostby, si sta occupando
del filmato girato in Norvegia e i video che mi ha mandato sono grandi
così penso che sarà un DVD eccellente! Sto anche scrivendo
e terminando per un album in studio che comincerò a registrare
in tarda primavera. Prima di tutto sto finendo di scrivere il mio libro
e sono molto occupato al momento. Per quest'anno non ho pianificato
alcun tour perchè voglio lasciarmi il maggior tempo libero possibile
da passare con Monica e i nostri animali! Il mio desiderio per l'anno
che è in corso è che la gente smetta di uccidersi l'uno
con l'altro e impari nuovamente ad apprezzarsi! Questa è una
cosa che possiamo individualmente fare e non ci sono scuse per non farlo!