Recensione di
The Last Dance
a cura di Fabio Magliano
 
Recensione di The last Dance di Ken Hensley tratta da Metal Hammer n. 9 2004. Fabio Magliano l’autore. Voto 4/6

Per i pochi blasfemi che ancora non lo conoscessero, al nome di Ken Hensley è indissolubilmente legata una lunghissima carriera come tastierista dei mitici Uriah heep con i quali incide veri e propri capolavori del rock, prima di intraprendere una prolifica attività solista che ha in questo “The Last Dance” il suo ultimo capitolo discografico. Quello che abbiamo per le mani è un album di semplice, onesto rock dalle marcate tinte settantine. Lo spettro degli Heep emerge a sprazzi in brani quali “Give’em what they want” o “the Voice of love”, ma a dominare è sempre un hard rock melodico quanto basta, dotato di cori ad ampio respiro, riff ora trascinanti, ora introspettivi, in grado di condurre le canzoni dal blues al pop, sempre e comunque denotando un gusto compositivo di prima qualità (la fantastica ballad conclusiva the last dance è fedele specchio di quanto appena detto) un’ ultima nota, almeno singolare: nel ricco booklet non sono riportati unicamente i testi delle canzoni (cosa purtroppo sempre più rarà) ma anche gli accordi di ogni singolo brano. Lo spessore di un artista si intuisce anche da queste piccole cose.

 
 
 
 
Ringrazio Tiziano Olivares per questo articolo