Recensione dell'album
Sonic Origami
a cura di Gianni Della Cioppa
 
 
 

Recensione dell’album Sonic Origami tratta da Psycho! N. 20 ottobre 1998.
Autore il sempre presente Gianni Della Cioppa.


Uriah Heep
Sonic origami

Voto 8/10

Gli Uriah Heep sono davvero immortali, li credevamo pacificamente accasati presso la SPV tedesca come bravi pensionati che si accontentano dei una sistemazione di comodo ed invece eccoli rinnovati nell’immagine e nell’entusiasmo con l’inglese Eagle. D’altronde Mick Box e soci non hanno resistito al richiamo patriottico e si sono gettati in questa nuova avventura come se fossero dei ragazzini. Il booklet è bellissimo e presenta delle novità nel logo, quasi a voler dare un taglio con il passato. All’interno troviamo persino un brano “Across the miles” scritto da Jim Peterick e Franckie Sullivan dei Survivor. C’è anche spazio per una ghost track Sweet Pretender presente solo sulla prima tiratura dell’album. Persino la cover sembra voler sfuggire all’immagine classica delle ultime produzioni degli Heeps. L’album nel suo insiemeè molto bello, non così diverso come il titolo vorrebbe fare credere, ma è certamente meno classicamente hard rock che in passato. Questo non ci impedisce di ascoltare alcuni brani robusti, ma le cose che restano impresse sono le porzioni più ricercate e raffinate che non definirei ballate nel senso tradizionale, si tratta piuttosto di canzoni ad ampio respiro, guidate con la consueta maestria dal cantante Bernie Shaw, piccole perle che si sviluppano su un costante lavoro di tastiere e chitarra per poi sbocciare sui dei magnifici ritornelli, con cori ad ampio respiro di stampo prog/pomp. Gli Uriah Heep, non amarvi è proprio impossibile!

 
     
 
Grazie a Tiziano Olivares per questo documento