Recensione
dell'album Live at Shepperton |
|||
|
Recensione
di Live at Shepperton ’74 a cura di Gianni Della Coppa tratta
da Metal Shock n. 47 giugno 1989. Chiunque
si definisca un amante dell’hard rock anni settanta ha sicuramente
uno spicchio di cuore riservato agli Uriah Heep, un quintetto di Birningham
che tra il 1970 ed il 1975 ha rivaleggiato spalla a spalla con la triade
sacra Zeppelin/purple/sabbath. Perseguitati dalla critica seppero invece
conquistare il pubblico grazie a stupendi lavori come Salisbury, Look
at yourself che rivelarono l’aspetto camaleontico della band,
capace di unire al meglio gli elementi dei tre gruppi sopra citati,
senza per questo rinunciare ad essere personali. Questo live uscito
in questa primavera, ma con registrazioni di un concerto del tour di
wonderworld. La formazione è quella storica: Box,Thain, Kerslake,Byron
e Hensley; intelligentemente vengono proposti brani inediti in versione
Live, possiamo così ascoltare lo stupendo Something or Nothing,
So tired, Love machine a fianco di classici come Stealin’, Easy
livin’. Il disco si chiude con il lento The easy road dove “lord
Byron” riesce a commuoverci e poi il r’n’r medley
che all’epoca chiudeva tutti i loro concerti. Singolarmente la
formazione è al Top, ma mi preme segnalare Gary Thain uno dei
migliori bassisti della sua generazione. La registrazione è buona
ed il contenuto grande, specchio fedele di un periodo musicale indimenticabile,
Una riesumazione ovviamente non solo per i fans, per la quale il punteggio
massimo è d’obbligo.
|
||
Grazie
a Tiziano Olivares per questo documento |
|||
|
|