Era il 1998 quando gli Uriah Heep uscirono
con Sonic Origami
che, confermando il successo di Sea of
Light, aprì la porta del nuovo
millennio per l'antagonista perfido e antipatico del povero
David Copperfield. Dopo dieci lunghissimi anni abbiamo il piacere
di ascoltare undici pezzi nuovi degli Heep;
o meglio, dei nuovi Uriah Heep.
Il grande Lee Kerslake,
come sappiamo, ha dovuto lasciare la band per motivi di salute
(noi lo ricordiamo sempre con affetto sperando di riascoltarlo
quanto prima, magari in un nuovo The Magician's Birthday, a
due batterie con Russell Gilbrook).
E' proprio il nuovo entrato Russell ad
imporsi in tutta la sua potenza nel primo pezzo che da il titolo
al ventunesimo album degli Heep.
Wake The Sleeper è
sovrabbondante di adrenalinica ritmica e di cori. Il veloce
riff di Mick è
seguito colpo su colpo da Russell,
con un'amalgama di cori che confermano le abilità vocali
di ciascun membro degli Heep.
Overload assume,
a mio modesto avviso, il ruolo che fu di canzoni quali Too
scared to run o The
other side of midnight. Grandissimo hard
rock di pregevole fattura. Bella, secondo me, la scelta di metterla
come seconda canzone dell'album.
Il ritmo elevato continua con Tears of
the World, altra tipica canzone stile
Uriah Heep: riff
potenti ritmati all'eccesso, cori maestosi e l'onnipresente
Mick che ci delizia
con i suoi semplici ma efficaci interventi solisti.
Il ritmo si smorza un pò con la successiva
Light of a Thousand stars. I cori
irrompono a corroborare, se mai ce ne fosse bisogno, la voce
di Bernie. Il ritmo
si smorza ma, di certo, questa non può essere una canzone
che puoi utilizzare per calmarti prima di fare Yoga.
Forse puoi usare la successiva Heaven's
Rain ma anche su questa ho i miei dubbi.
Ci sono molti cambiamenti che ne fanno un pezzo che rispecchia
l'hard rock prog di grande fattura.
Lento, cadenzato e, per alcuni versi nervoso.
Book of Lies è
"giocata" più della precedente sulla melodia;
forse è il pezzo che esprime meglio ciò che gli
Uriah Heep sono
diventati dopo dieci anni di concerti dal vivo. Qui si fa sentire
anche il mitico Trevor sul
finale con interventi di basso semplicemente splendidi.
Un pezzo semplicemente stupendo è What
Kind Of God. All'inizio una sorta di marcia
dove predomina l'organo di Phil.
Questa diventerà da ora in poi una sorta di costante
dell'album: l'organo di Lanzon,
contrariamente agli altri lavori degli Heep,
starà sullo stesso piano della chiatarra di Box.
Mai successo, a mio avviso, da Abominog
in poi. Il finale, cari amici è semplicemente strepitoso
dovete solo ascoltarlo.
Si torna al puro hard rock stile Heep
anni 80 con la successiva Ghost
Of The Ocean. Chitarra ritmica che segue
gli accordi e solista che marca l'assolo. Il finale è
un crescendo di accordi a salire che esplodono i due colpi secchi
che fanno terminare tutto.
Contrariamente a ciò che si può pensare dal titolo
Angels Walks With You è
una canzone, a mio avviso, molto nervosa. Qui esplode l'organo
di Phil in un bell'assolo
che il sottoscritto aveva sempre desiderato ascoltare da parte
del tastierista che sostituì Ken
negli Heep.
Si torna allo stile Heep anni
80 con la successiva Shadow.
Anche qui la chitarra di Mick
è padrona, ma l'organo di Phil
non è da meno. Se posso permettermi un complimento personale
a Phil, mi fa piacere
che sia tornato definitivamente al suono hammond.
Wake The Sleeper termina
con War Child un
pezzo, oserei dire, scusatemi il termine, incazzato. Visto il
titolo della canzone non potrebbe essere altrimenti tenendo
conto del fatto che la guerra non dovrebbe farla nessuno ne,
tanto meno, i bambini.
Non ho mai fatto una recensione; quindi vi chiedo scusa. Una
recensione valida deve essere fatta da gente competente in tal
senso, ed è palese che io non lo sono. Ho voluto, però,
dire la mia su un album che ho aspettato per dieci anni e che
- se devo dire la verità - ad un primo ascolto non mi
ha particolarmente entusiasmato. Questo è un buon segno
poiché gli album che mi piacciono subito sono, dopo due
o tre giorni, pieni di polvere.
Ben tornati mitici Uriah Heep
!!!