Come sono diventato
un Heepster
di Alberto Pasi
 
 
 

Estate 1974. Ero in vancanza, come sempre, in Valle d’Aosta, un piccolo paese dove i miei nonni avevano una casa. Un giorno di agosto venne a trovarci un amico di mio fratello, Claudio. In mano tre dischi a 45 giri. Li guardai con curiosità. Non ero ignorante in materia, per quanto può esserlo un ragazzino di 13 anni. Questo perchè in casa arrivavano spesso dei 45 giri, omaggiati a mio padre che all’epoca lavorava al Corriere per la redazione degli spettacoli. Sin da 7/8 anni avevo quindi ascolato i Blood, Sweet and Tears, i Doors, The Unknown Soldier ecc più innumerevoli vaccate come i Popi o Gianni Pettenati.. Ma, quel giorno di sole i tre nomi che comparivano in copertina mi erano – ovviamente - sconosciuti. Il primo 45 era degli Slade, il secondo degli Sweet, il terzo degli Uriah Heep. Fu in quel momento che mi innamorai degli UH. Il 45 conteneva Stealin’, un lampo mi illuminò.
Va da sè che con i soldi guadagnati con le varie paghette comprai il mio primo LP, Sweet Freedom, seguito nel tempo da altri, nell’ordine Return to Fantasy, Salisbury, Demons and Wizards, Magician’s birthday. Una vera infatuazione. Il 1976, tuttavia, sarebbe stato un anno molto travagliato. Ero al liceo, suonacchiavo ancor un po’ per via di tre anni passati al Conservatorio. Era il momento della disco music, io ascoltavo solo Doors e UH, più qualche altro gruppo (Who, Hendrix, Van der Graaf, Steppenwolf, Area, Stormy Six). Era annunciato l’arrivo di un nuovo LP degli UH per settembre. Avevo nel frattempo mancato due concerti degli UH. Il primo doveva essere a Lugano, ma per me era impossibile andarci se non accompagnato, implorai mio fratello, ma invano. Poi dovevano venire a Milano, in piazza Castello, mese di luglio, ma il concerto saltò “per cause elettriche” come scrisse il Corriere. Iniziata la scuola, un giorno di settembre il bidello – con cui avevo fatto amicizia – aveva appena comprato High and mighty dicendo subito che faceva schifo. Sob, comprato il disco mi sforzavo di trovare qualche buona canzone – e in effetti le prime quattro, ovvero fino a Midnight, non sono male – e contemporaneamente Ciao 2001, all’epoca una delle più diffuse riviste di musica, scrisse che Byron era stato licenziato e che gli UH cercavano un nuovo cantante. Coverdale? Macchè, l’emerito sconosciuto Lawton. David era gli UH, ma amavo anche Hensley e Thain. Penso che quello stesso anno, forse a febbraio, un trafiletto proprio su Ciao 2001 diceva che Thain era morto – sono sicuro – nel suo “bel castello”. Mah! A scuola ero il solo di tutta la classe ad ascoltare rock. Stavo creando tutta la discografia degli UH, avevo preso Wonderworld, Very eavy... very umble. Per me gli UH erano quelli con David. Uscì alla fine Firefly. Discreto... comunque andai avanti a comprare dischi degli UH fino ad Abominog, poi persi entusiamo. Dove era finita la loro fantasia? Dove era andata a finire quella creatività che faceva di ogni loro lavoro un disco diverso ed originale? Tutti i dischi post David mi sembravano discreti, poco entuasiasmanti. Più che altro la band metteva a frutto la sua esperienza, il suo mestiere... Innocent Victim era forse paragonabile a Salisbury? E quale canzone hard rock della nuova band poteva avvicinare un pezzo come Time to live o Dreammare? E le ballate? Ascoltavo Free me con piacere, ma sapevo bene che Lawton non reggeva il confronto con Byron. Potente nella voce, ma piatto, prevedibile nelle interpretazioni. What should be done, easy road, Tales, Came away Melinda... Insomma, più passava il tempo più capivo che gli UH erano quelli che di fatto sono “morti” nel 1976. Indirizzai allora i miei interessi musicali su altre band, King Crimson (magico Wetton...) in particolare, Gong con quel fuori di testa di David Allen, Yes, Rory Gallegher, Quicksilver ecc ecc. Di David persi le tracce. Dove era finito? Possibile che il leader di un gruppo famoso fosse sparito nel nulla? Incredibilmente nessuno più ne parlava, nessuno sapeva o voleva scrivere due righe su di lui. Nel 1982 trovai miracolosamente On the rocks... Solo internet, 15 anni più tardi mi fece sapere la verità, la deprimente verità. Tutti i musicisti che ho amato di più erano finiti sotto terra... David incluso.
Da allora ho dato la caccia ad ogni possibile pubblicazione in cui fosse presente e la caccia continua. Dico solo questo. Comunque sia finita la storia degli UH dei miei tempi, devo dire che la loro grandezza ancor oggi mi affascina e mi entusiasma. Con un unico rammarico: forse, se si fossero imposti un ritmo di vita meno esasperato (e concentrato) probabilmente avremmo potuto goderceli più a lungo. Ma si sa, le stelle comete bruciano in fretta..