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Estate
1974. Ero in vancanza, come sempre, in Valle d’Aosta, un piccolo
paese dove i miei nonni avevano una casa. Un giorno di agosto venne
a trovarci un amico di mio fratello, Claudio. In mano tre dischi a 45
giri. Li guardai con curiosità. Non ero ignorante in materia,
per quanto può esserlo un ragazzino di 13 anni. Questo perchè
in casa arrivavano spesso dei 45 giri, omaggiati a mio padre che all’epoca
lavorava al Corriere per la redazione degli spettacoli. Sin da 7/8 anni
avevo quindi ascolato i Blood, Sweet and Tears, i Doors, The Unknown
Soldier ecc più innumerevoli vaccate come i Popi o Gianni Pettenati..
Ma, quel giorno di sole i tre nomi che comparivano in copertina mi erano
– ovviamente - sconosciuti. Il primo 45 era degli Slade, il secondo
degli Sweet, il terzo degli Uriah Heep.
Fu in quel momento che mi innamorai degli UH. Il 45 conteneva Stealin’,
un lampo mi illuminò.
Va da sè che con i soldi guadagnati con le varie paghette comprai
il mio primo LP, Sweet Freedom, seguito
nel tempo da altri, nell’ordine Return to
Fantasy, Salisbury, Demons
and Wizards, Magician’s birthday.
Una vera infatuazione. Il 1976, tuttavia, sarebbe stato un anno molto
travagliato. Ero al liceo, suonacchiavo ancor un po’ per via di
tre anni passati al Conservatorio. Era il momento della disco music,
io ascoltavo solo Doors e UH, più qualche altro gruppo (Who,
Hendrix, Van der Graaf, Steppenwolf, Area, Stormy Six). Era annunciato
l’arrivo di un nuovo LP degli UH per settembre. Avevo nel frattempo
mancato due concerti degli UH. Il primo doveva essere a Lugano, ma per
me era impossibile andarci se non accompagnato, implorai mio fratello,
ma invano. Poi dovevano venire a Milano, in piazza Castello, mese di
luglio, ma il concerto saltò “per cause elettriche”
come scrisse il Corriere. Iniziata la scuola, un giorno di settembre
il bidello – con cui avevo fatto amicizia – aveva appena
comprato High and mighty dicendo subito
che faceva schifo. Sob, comprato il disco mi sforzavo di trovare qualche
buona canzone – e in effetti le prime quattro, ovvero fino a Midnight,
non sono male – e contemporaneamente Ciao 2001, all’epoca
una delle più diffuse riviste di musica, scrisse che Byron
era stato licenziato e che gli UH cercavano un nuovo cantante. Coverdale?
Macchè, l’emerito sconosciuto Lawton.
David era gli UH, ma amavo anche Hensley
e Thain. Penso che quello stesso anno,
forse a febbraio, un trafiletto proprio su Ciao 2001 diceva che Thain
era morto – sono sicuro – nel suo “bel castello”.
Mah! A scuola ero il solo di tutta la classe ad ascoltare rock. Stavo
creando tutta la discografia degli UH, avevo preso Wonderworld,
Very eavy... very umble. Per me gli UH erano quelli con David.
Uscì alla fine Firefly. Discreto...
comunque andai avanti a comprare dischi degli UH fino ad Abominog,
poi persi entusiamo. Dove era finita la loro fantasia? Dove era andata
a finire quella creatività che faceva di ogni loro lavoro un
disco diverso ed originale? Tutti i dischi post David
mi sembravano discreti, poco entuasiasmanti. Più che altro la
band metteva a frutto la sua esperienza, il suo mestiere... Innocent
Victim era forse paragonabile a Salisbury?
E quale canzone hard rock della nuova band poteva avvicinare un pezzo
come Time to live o Dreammare?
E le ballate? Ascoltavo Free me
con piacere, ma sapevo bene che Lawton
non reggeva il confronto con Byron. Potente
nella voce, ma piatto, prevedibile nelle interpretazioni. What
should be done, easy road,
Tales, Came
away Melinda... Insomma,
più passava il tempo più capivo che gli UH erano quelli
che di fatto sono “morti” nel 1976. Indirizzai allora i
miei interessi musicali su altre band, King Crimson (magico Wetton...)
in particolare, Gong con quel fuori di testa di David Allen, Yes, Rory
Gallegher, Quicksilver ecc ecc. Di David
persi le tracce. Dove era finito? Possibile che il leader di un gruppo
famoso fosse sparito nel nulla? Incredibilmente nessuno più ne
parlava, nessuno sapeva o voleva scrivere due righe su di lui. Nel 1982
trovai miracolosamente On the rocks...
Solo internet, 15 anni più tardi mi fece sapere la verità,
la deprimente verità. Tutti i musicisti che ho amato di più
erano finiti sotto terra... David incluso.
Da allora ho dato la caccia ad ogni possibile pubblicazione in cui fosse
presente e la caccia continua. Dico solo questo. Comunque sia finita
la storia degli UH dei miei tempi, devo dire che la loro grandezza ancor
oggi mi affascina e mi entusiasma. Con un unico rammarico: forse, se
si fossero imposti un ritmo di vita meno esasperato (e concentrato)
probabilmente avremmo potuto goderceli più a lungo. Ma si sa,
le stelle comete bruciano in fretta..
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