Come sono diventato
un heepsters
di Tiziano Olivares
 
 
 
 

“Il destino è quel che è! Non c’è scampo più per me!” urlava disperato nella notte il Dott. Frankenstin di Mel Brooks.
E come il novello mad doctor veniva attirato verso l’edificazione di un nuovo Prometeo io venni trainato verso gli Uriah Heep!
Certo che, per una volta, il destino non è stato né perverso né crudele, ma mi ha aperto nuove e infinite frontiere.

Tutto comincia in una notte invernale buia e tempestosa di tanti tanti anni fa.
Nel 1987 ero infatti un giovane metallaro costretto dal tempo e dalla giovane età a trascorrere le serate a casa cercando di abbeverarsi alla fonte della conoscenza.
Questa famosa fonte non era nient’altro che una trasmissione radio trasmessa sulle frequenze di Radio Peter Flower e condotta dal magnifico Marco Garavelli.
Cosa poteva esserci di meglio per un ragazzino in piena pubertà che ascoltare vecchi e nuovi successi del mondo hard rock?
Qualche bella ragazza direte voi!
Ok! Avete ragione! Ma sul finire degli anni ottanta c’era davvero poca trippa per gatti e così si “sbollivano gli ardori” con del buon sano vecchio heavy metal!
Quel giorno però, per un colpevole ritardo (la famosa preghiera serale al Dio del metallo: “Oh Signore non son degno di partecipare all’heavy metal, ma dì soltanto una parola ed io sarò borchiato”) non riesco a sintonizzarmi in tempo sulle frequenze del Garavelli.
Ma ecco che, ad operazione compiuta, il rumore di una folla oceanica esce dagli autoparlanti dello stereo accompagnata da due chitarre che si inseguono su un ritmo forsennato. Ancora pochi istanti ed una voce roca e scultorea si mette a cantare un ritornello semplice, ma magico: “I’m alive! I’m alive and i’m me! “.
Sconcertato dalla bellezza della canzone faccio subito partire la cassetta che mi permette di registrare tutti i pezzi degni della mia attenzione affinchè possa conservare ed andare ad acquistare tutti i dischi che mi interessano in un secondo momento.
Ma la frittata è fatta; il buon Marco ha detto il nome del gruppo prima della trasmissione ed io sono rimasto fregato!
Tutta colpa della preghiera del metallaro! Sigh!

E così passano gli anni e le cassette nate dall’ascolto di RPF sono tante, ma di tutte riesco a rintracciare gli autori delle canzoni tranne che di “I’m alive”. Mannaggia la sbomballata sderenata sbullonata! Ma chi sarà mai questo magnifico gruppo?

Passa ancora il tempo veloce ed inesorabile, ma non la passione ed ecco che mi ritrovo con 8 anni in più a trascorrere il mio anno di servizio civile in uno sperduto, piccolo e lontano paese della più profonda Brianza.
Non è un periodo facile. Sveglia alle 6 e trenta, 15 minuti di pausa per il pranzo ed avanti fino alle 8.
Tutte le buone intenzioni di passare un anno ad essere utile decadono miseramente!
Dopo poche settimane trascorse in una trattoria è pronto finalmente “l’alloggio degli obiettori”.
Io e il mio collega Pierpaolo ci trasferiamo con tanta buona volontà, ma la nostre speranze si infrangono un’altra volta!
Siamo di fatti alloggiatI in una ex-cucina del campo sportivo piena di polvere, insetti (Pippo lo scarafaggio), scolopendre e diplopodi affini.
Le sere sono orribili passate tra l’ansimare di Piero che ha l’asma aggravato dalla polvere (e vai col Ventolin!) , i bambini che pattinano fino alle 11 da una parte e le ragazze della pallavolo che si allenano sulle nostre pareti dall’altra.
Ad aggravare la situazione già alla prima sera si mette anche un’intossicazione alimentare che costringe me e Piero in piena notte ad uscire di corsa nel cortile a vomitare anche il panettone di Natale.
Bel modo per scoprire che le porte dell’alloggio non possono aprirsi dall’esterno!
Debilitati e spaccati in due siamo costretti a chiamare alle tre del mattino il custode del campo sportivo.
Fattostà che il custode ci prende in antipatia e ci chiude in modo definitivo il riscaldamento!
La situazione è grave ed in pochi giorni riesco a buscarmi un febbrone da cavallo!
Sono assolutamente distrutto, ma il mio capo al comune (omissis) non fa riaprire il riscaldamento, non mi manda un dottore e non mi concede la malattia.
E così incazzato come un Grizzly me ne piglio e me ne vado a casa dove potrò curarmi decentemente.
Sono nella mia dimora da meno di 24 ore quando arriva una telefonata dal distretto militare che mi obbliga a presentarmi immediatamente a Milano per rispondere al reato di diserzione! Non ci posso credere!
Ed ancora una volta con 40 di febbre sono costretto a muovermi ed andare a rispondere nientepopò di meno che alle domande di un generale dell’esercito.
Ma, sebbene la faccenda sia scottante, le mie condizioni pietose convincono i militari a lasciarmi “a piede libero”; le mie denunce delle condizioni di vita in Brianza però cadono miseramente nel vuoto.
Così, tristo e ramingo nella grande città, per tirarmi su il morale, entro in un negozio di dischi e mi compro una bella cassetta con una copertina meravigliosa di Roger Dean: Sea of Light degli Uriah Heep!
Grazie al cielo anche il contenuto è fuori dal comune ed aiuta me e Piero a risollevarci il morale.

Purtroppo anche la settimana seguente non porta niente di buono.
Alle 7 del mattino del giorno immediatamente successivo il pullman utilizzato per il trasporto scolastico degli alunni ove agisco da accompagnatore si guasta in modo pericolosissimo. Sotto una pioggia battente si spezza l’assale delle ruote anteriori; io faccio un ruzzolone di svariati metri nel corridoio dell’automezzo e quasi 50 bambini vengono abbandonati senza alcuna notizia sotto il diluvio universale.
Mezzo morto mi precipito in comune a denunciare l’accaduto e a chiedere al segretario comunale un’alternativa di trasporto per i giovani pargoli bagnati sparsi per il paese.
La sua risposta è rapida e schietta “Che si arrangino!”.
Anche la risposta dei genitori inferociti sarà purtroppo altrettanto veloce.
Già il giorno dopo una volante della polizia ferma il pullman alla fine del giro mattutino. Il mezzo viene messo sotto sequestro mentre l’autista ed il sottoscritto vengono portati al più vicino commissariato ed interrogati.
Sarò costretto a passare tutta una giornata seduto su un divanetto con scritto “Polizia dello Stato”. Che palle ragazzi!
Si verrà quindi a sapere che tutte le revisioni dei mezzi dell’autorimessa erano state falsificate per ben 7 anni!
E così, ancora più tristi e scoraggiati, io e Piero decidiamo, per riprenderci un po’, di andare il sabato seguente a Vinilmania, la fiera del disco di Milano.
Pieni di speranza all’entrata della fiera ci dividiamo per poi ritrovarci alcune ore dopo all’uscita con i sacchetti pieni di vinile! Quando mi si avvicina Pierpaolo ha l’aria raggiante ed un sorriso beffardo; quando infila la mano in una delle borse ne estrae un vinile assolutamente stupefacente con un orrendo diavolo rosso che mi fissa sopra una scritta magica: Abominog!
Ancora gli Uriah Heep che,alla fine di ogni periodo travagliato, vengono a darmi uno squarcio di speranza!

Proprio loro saranno la colonna sonora di un inverno freddo e piovoso fino all’inverosimile.

Ma il destino doveva ancora infilare il suo zampino…

Non tutto l’anno del servizio civile fu comunque da buttare. Furono proprio i giorni passati alla biblioteca comunale che mi permisero di fare amicizia con un “vecchio” rocker: Santino.
Ragazzo gentile ed onniscente in campo rock mi permise di conoscere decine di grandi gruppi degli anni 70 che avevano segnato la sua adolescenza e che avevano scolpito a grandi lettere il loro nome negli albi del rock.
Ovviamente io contraccambiavo con vinile più recente e degno di nota.
Nacque in breve una bella amicizia tanto che, un giorno, decisi di portare la mia vecchia cassetta con inciso I’am alive per scoprire finalmente con l’ausilio di una vera enciclopedia rock ambulante gli autori di quella splendida canzone.
Ed ecco che in un tiepido sabato primaverile il caro Santino si presenta con un sacchetto pieno di delizie!
“Questi sono grandi”- mi dice e, aprendo la borsa, rimango senza fiato!
In bella mostra davanti a me trovo le cassette originali di Very ‘eavy very ‘umble, Look at yourself, The magician Birthday , Fallen angel ed il vinile di Live january 73. Tutti ovviamente degli immensi Uriah Heep.
Contento fino all’inverosimile gli porgo i miei cd e cerco la mia famosa cassetta per poter finalmente scoprire l’autore del fantomatico pezzo.
Ma!…Ma!…frugo e rifrugo, cerco e ricerco…è tutto inutile. L’ho perduta!
Sono immensamente abbattuto ed avvilito e solo la vista degli album degli Heep mi tira su il morale.

La sera finalmente posso tornare a casa ed uscire con gli amici ma sono ancora scorato per la perdita della mia importantissima cassetta quando passo a prendere il fido Daniele per poi dirigerci in qualche pub.
Distrattamente infilo nell’autoradio Fallen Angel per avere un’adeguata colonna sonora “metallica”; quand’ecco che come un fulmine al ciel sereno vengo colto da un’illuminazione celeste!
Dai woofer dell’auto una magnifica voce si erge stentorea : “I’m alive! I’m alive and I m Me!”.
Rimango senza fiato! Sabalordito! Il cuore batte incessantemente e mi scuote la cassa toracica!
Devo accostare. L’emozione è troppo forte. Prendo annaspando la cassetta di Fallen Angel, cerco l’elenco dei pezzi ed eccola lì:
I’Am Alive!
Ci sono riuscito proprio nel momento in cui pensavo di averla perduta! Incredibile!

Sono passati tanti anni, ma ce l’ho fatta! Finalmente nelle mie mani!

…e così passarono i restanti mesi in Brianza ascoltando incessantemente gli Heep ed i loro pezzi. Ma il mio amore per loro, complice anche il destino, non è finito, ma, se possibile, è pure aumentato tanto da collaborare a queste pagine sperando che qualcun altro insieme a me possa un giorno intonare: “I’m Alive! I’m Alive and I ‘m Me! I’ve just got to be free…I’m alive to the world!”