Recensione dell'album
UH Live January 1973
 
 
 

Volevo cominciare le mie recensioni partendo da un disco che fosse pienamente esemplificativo dello stile e delle peculiarità compositive degli Heep. La scelta è andata quasi subito su uno delle loro opere più famose ed importanti: il Live 73; suonato da quella che poi entrerà nella storia come la formazione “classica” comprendente cioè Box, Hensley,Kerslake,Byron e Thain.
Credo proprio che questo “reperto” musicale possa essere un ottimo primo appuntamento con la band e possa attirare già da subito chi degli Heep non ha mai sentito parlare o ha solo una vaga conoscenza.
La cosa migliore quindi è quella di infilare il dischetto ottico nel vostro lettore cd, alzare il volume ed ascoltare la traccia numero 5: July morning.
Tutto quello che avete desiderato da un album rock, ma non avete mai osato chiedere è racchiuso in questi 11 minuti e 50 secondi che scorreranno in un batter d’occhio con la loro potenza, dolcezza, fragore e sentimento.
Tutti gli Heep più magniloquenti sono contenuti in questo pezzo: l’hammond di Hensley ed il suo incedere misterioso, il pianto della Les Paul di Box, il pulsare di Thain e Kerslake , l’inarrivabile voce di Byron e il maestoso uso dei cori.
Niente è lasciato al caso e tutto è perfetto in questo pezzo assolutamente inarrivabile.
Siamo di fronte ad una delle canzoni più belle dell’hard rock eseguita in uno dei Live più belli della storia.
Bene. Se vi siete ripresi dalla forte emozione causata dall’immortale July morning non vi resta che “riavvolgere” il cd e ricominciare l’ascolto di Uriah Heep Live!
La registrazione del concerto (Birningham gennaio 73) è ottima e permette di sentire tutti gli strumenti in modo chiaro e distinto e, sebbene l’eccitazione per la performance era altissima tra i componenti della band (altri tre master Live erano andati rovinati), possiamo veramente goderci un’esibizione straordinaria degna di entrare nella storia insieme a Made in Japan dei Purple.
Già dall’opener Sunrise ci si accorge che il gruppo è “in palla” e conscio delle proprie possibilità tecniche e del proprio carisma. Un grande primo pezzo per un grande concerto!
E subito d’un fiato arriva Sweet Lorraine con il suo ritornello orecchiabile e l’assolo di Hensley che rimane subito nelle orecchie.
Traveller in Time nasce con un riff molto duro e saturo di Box e colpisce per l’onnipresenza di Kerslake sempre preciso e duro come un torrone sardo.
Su Easy Livin’ non mi trattengo più di tanto per non insultare i miei quattro lettori e non catechizzarli sulla storia del rock. Di Easy Livin’ bisogna aver dato l’esame per entrare nell’Università Dell’Hard Rock !
Dopo July morning eccoci a Tears in My Eyes che ci dimostra come anche dal vivo gli Heep non avessero bisogno di nastri pre-registrati per eseguire cori fuori dall’ordinario che i gruppi del nuovo millennio non saprebbero mai portare su un palco senza l’ausilio di sintetizzatori o altre diavolerie.
Dopo la dilungata Gypsy ed il suo epico incedere e gli interminabili solos ecco arrivare Circe of Hands nella quale i nostri beniamini si danno un gran daffare per rendere al meglio una canzone ricca dei più diversi stati d’animo, dove spicca un assolo di Box veramente ispirato.
Anche la seguente Look at Yourself vede uno scontro ad “armi pari” tra l’hammond e la Les Paul che non ha né sconfitti né perdenti, ma solo vincitori su un campo di gioco nato per l’improvvisazione e per le capacità tecniche.
The Magician’s Birthday serve solo d’antipasto alla durissima Love machine ed al suo testo tipicamente anni ’70 fatto di donne e sesso.
Chiude un lungo r’n’r medley di classici degli anni ’50 che forse potrà lasciare a bocca aperta i grandi cultori dell’Hard Rock , ma ci mostra la voglia di divertimento che i 5 Heep avevano durante i concerti.

E se l’ascolto di quest’album non vi ha convito fareste meglio abbandonare immediatamente la pagine di questo sito perché si vede che l’Hard Rock non fa per voi!

Nel 2003 Live 73 è stato ristampato in expanded de – luxe edition con un disco aggiuntivo comprendente altri 12 pezzi live risalenti al 73-74.
Anche in questo caso la registrazione è ottima.


Bonus disc
Us radio Show
Something of nothing
I’won’t mind
Look at yourself
Film mixed used for radio
Easy livin’
So tired
I’won’t mind
Something of nothing
The easy road
Stealin’
Love machine
R’n’Roll medley