Il primo
lavoro degli Heep sulla lunga distanza non è ancora un’opera
dalla quale si evince lo stile tipico del gruppo che si svilupperà
poi con gli album a seguire. Questo forse sia a causa di una certa inesperienza
sia anche per una formazione non ancora ben oliata che vede il batterista
ed il bassista precari ed Hensley (che diventerà il maggiore
compositore da lì a pochi mesi) entrato a far parte del combo
a registrazioni già cominciate.
Nonostante tutto alcune caratteristiche peculiari sono già presenti
e ben in evidenza: il forsennato hammond, la chitarra di Box satura
e ricca di Wha Wha, i maestosi cori polifonici.
L’opener Gypsy può essere in effetti il manifesto degli
Uriah degli anni settanta con il suo riff semplice, duro ed essenziale,
il solo di organo dilatato a dismisura ed una performance vocale di
tutto rispetto da parte di Byron. Usata come primo singolo raggiunse
pure una certa notorietà tanto che entrò nella top ten
italiana e la Rai utilizzò il suo intro come sigla di un programma
televisivo.
La seguente Walking in your Shadow è un sano e robusto Hard Rock
dall’incedere marziale e basato su dei riff di chitarra tipici
degli anni settanta che tanto successo avranno nella musica dei Black
Sabbath.
La prima vera sorpresa dell’album è Come away melinda una
dolce e lenta ballata dove la fa da maestro la voce assolutamente inarrivabile
per espressività di Byron. Song decisamente inaspettata per un
disco Hard comunque conquista per il suo patos e per l’interpretazione
ineccepibile.
Forse la canzone migliore dell’album.
La stessa cosa non si può purtroppo dire di “Lucy blues”
niente più di un mero esercizio in cui Byron rifà un po’
il verso a Plant. Nella versione USA dell’album verrà infatti
sostituita da Bird of Pray.
Dreammare è un’altra solida composizione di Rock duro con
buon lavoro di Box alla solista e che risente nelle linee vocali ancora
degli anni 60 appena trascorsi.
Le influenze blues rifanno capolino della seguente Real Turned On con
però sovraincisioni di chitarre a dare al pezzo un gusto però
più moderno (per l’epoca) e decisamente più Hard.
Altra canzone tipicamente Heep è la seguente I’ll Keep
on Trying con l’uso epico dell’organo e dei cori che le
donano una grande capacità evocativa. Numerosi anche i cambi
di umore nei suoi cinque minuti di durata che manifestano l’inventività
del gruppo.
Sorprendente per la sua maturità Wake Up che chiude il vinile
in bellezza con il suo gusto vagamente jazzy. L’inizio veloce
incentrato su chitarra pulita e pianoforte esalta assolutamente le capacità
di Byron di usare timbriche diverse; a lasciare ulteriormente spiazzati
poi sono gli ultimi quattro minuti di musica “liquida” e
d’atmosfera che vedono ancora una volta il cantante dare il meglio
di se.
Tutto sommato un buon album d’esordio, piuttosto originale e coraggioso
e che contiene in embrione già tutti gli elementi caratteristici
dell’Heep sound.
Assolutamente
notevole la copertina del disco diventerà una delle più
famose al mondo e permetterà a tutti i rocker di utilizzarla
per spaventare i nipotini!
In Italia
Very ‘eavy sarà il 45° album più venduto del
1971
Nella versione
Expanded de-luxe edition sono presenti altri otto brani che raddoppiano
la durata originale e rendono l’album altamente appetibile sia
per i neofiti sia per gli appassionati.
Il prezzo assolutamente accessibile (10 € circa) ne fanno una chicca
immancabile.
Elenco
bonus tracks:
Bird of Pray (us album version)
Born in a trunk
Come away Melinda
Gypsy
Wake up
Born in a trunk (instrumental)
- tutte versioni inedite-
Dreammare – bbc session
Gypsy – bbs session.
In particolare
le bonus Come away Melinda e Wake up sono ottime mentre in Bird of Pray
c’è un diverso uso dei cori ed un’altra versione
del cantato di Byron.