Storia
degli anni 70 |
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Very
'eavy ... very 'umble
fu realizzato, per così dire, in "duplice copia". Vi
erano infatti due versioni di questo lavoro: una per il mercato inglese
ed europeo, l'altra per il mercato USA e canadese. La differenza tra queste
due versioni non sta soltanto nelle immagini di copertina, ma anche nei
pezzi contenuti. Il pezzo Lucy blues,
presente nella versione europea, faceva posto al pezzo Bird
of prey nella versione americana. Con Hensley, Box e compagni
registrarono di nuovo diversi pezzi che erano stati degli Spice insieme
ad altro materiale proprio del nuovo entrato o composto insieme a quest'ultimo.
Il lavoro si realizzò molto rapidamente ... non solo, gli Heep
avevano a disposizione una vasta scelta di pezzi, visto che solo per il
loro debutto ne sfornarono ben dieci. Tra questi non va dimenticato l'inno
di quegl'anni che chiudeva i loro concerti: Gypsy,
scritta da Box e Byron nell'Hamwell Community Centre in mezzo al "baccano"
provocato da Shepherds Bush e Deep Purple che provavano nelle stanze accanto.
In ogni caso furono utilizzati solo 9 pezzi per la realizzazione di very
eavy (nella versione europea e USA/canadese), mentre il resto del materiale
degli Spice - riregistrato con Hensley - fu mixato nel 1993 ed inserito
nell'album The Lansdowne Tapes
(Red Steel - RMCCD0193). Insieme ad Hensley gli Heep consolidarono rapidamente
il loro sound basato sull'armonia delle voci (oltre Byron, cantavano tutti
i componenti del gruppo) e su un impasto chitarra tastiera alla Vanilla
Fudge. Ed è stato proprio il raffinamento di questo sound unico
a dare il successo agli Uriah Heep intorno alla metà degli anni
70. A rendere difficoltosa questa costruzione contribuì senz'altro
il cronico problema che gli heep ebbero con i batteristi all'inizio della
loro carriera. All'inizio del 1970, infatti, Alex
Napier fu sostituito da Nigel
"Ollie" Olsson. Il nome del nuovo batterista
fu suggerito a Box e Byron da un certo Reginald Dwight che, di lì
a poco, avrebbe richiamato "Ollie" per riunirsi a lui che, con
il nome Elton John, stava avendo successo negli USA. Very 'eavy ... very
'umble uscì nel giugno del 1970 con etichetta Vertigo Records.
Non credo sia esagerato dire che l'album fu, letteralmente, demolito e
massacrato dalla critica, tanto che una certa Melissa
Mills del giornale musicale Rolling Stone scrisse:"Se
questo gruppo sfonderà, io mi suiciderò".
Gli Uriah Heep stavano per unirsi ai Black Sabbath e ai Grand Funk Railroad
in quella che, di li a pochi anni, sarebbe stata chiamata la "triade
dei grandi incompresi". |
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Anche
la versione USA/canadese di Salisbury
differisce da quella europea sia per copertina sia per brani contenuti.
Bird of prey apriva
la versione europea dell'album, mentre il pezzo Simon
the bullet freak apriva la versione
d'oltre oceano. Il secondo album degli Heep fu realizzato negli studi
della Lansdowne nell'Holland Park di Londra; la band raggruppò
un insieme di materiale molto interessante rivestito da titoli epici.
Il loro era un progetto ambizioso che, per molti versi, superava di molto
i tempi. Fra questo materiale spiccava il pezzo
Lady in black ma
nessuno, in quegl'anni, si rese perfettamente conto della potenza espressiva
di questo brano che, riregistrato come singolo nel 1977, spopolò
in Germania restando in classifica per 13 settimane facendo guadagnare
agli Heep il Leone d'oro; che poi sarebbe l'equivalente europeo del cosi
detto "Grammy". Come accennato prima, Ollson lasciò gli
heep per unirsi alla The Elton John Band e fu rimpiazzato da Keith
Baker. Il nuovo batterista partecipò soltanto
alla realizzazione di Salisbury, poi lasciò il gruppo facendo letteralmente
perdere le sue tracce; riuscì a ritrovarlo Paul Newton nel 1993
mentre si esibiva occasionalmente in qualche locale del Midlands. Salisbury
rivela un periodo di sperimentazione nella scrittura dei pezzi da parte
della band: al nucleo Box/Byron, infatti, si stava incastonando anche
Hensley. Prodotto da Gerry Bron l'album conteva solo sei pezzi con il
brano che dava il titolo al lavoro che dura circa 16 minuti ed è
impastato con sequenze di legni e strumenti a fiato. Fu, quindi, un progetto
molto ambizioso per una band alle prime armi; ma anche se il risultato
fu ottimo sotto tutti i punti di vista, Salisbury fu ignorato dalla stampa
britannica ... particolare inquietante questo se si pensa che le vendite
dell'album stavano andando tutt'altro che male.
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Il
terzo album degli Uriah Heep fu battezzato Look
at yourself ossia "guarda
te stesso" o, più semplicemente, "guardati". In
virtù di questo titolo gli Heep pensarono bene di mettere uno specchio
nella copertina del disco in modo che ci si possa davvero guardare.
Anch'esso fu registrato negli studi della Lansdowne
e fu l'ultimo che gli Heep registrarono utilizzando un 8 tracce. Nel febbraio
del 1971, subito dopo l'uscita di Salisbury, gli Uriah Heep volarono oltre
oceano per affrontare il loro primo tour negli Stati Uniti insieme al
loro ultimo batterista. Ian Clarke,
che militiva nel gruppo Cressidra, fu infatti inserito nel line up per
sostituire il defezionario Baker. Il primo dei molti tour americani, gli
Uriah Heep lo intrappresero affiancando gli Steppenwolf e i Three Dog
Night. Fu una scelta musicalmente sbagliata, secondo Box, ma tuttavia
necessaria e produttiva per ciò che riguardava l'esperienza del
gruppo. Completato il tour U.S.A. gli Heep si rinchiusero in quella che
era diventata giocoforza la loro seconda casa - gli studi della Lansdowne
- per lavorare sul materiale che avrebbe costituito il loro terzo album.
Nel mentre per Gerry Bron erano terminati gli impegni contrattuali con
la Philips/Vertigo e fu quindi in grado di fondare la sua etichetta: la
Bronze Record Co; con la quale ri-realizzò i primi due album degli
Uriah Heep. Le sedute di registrazione di Look at yourself si svolsero
durante l'estate del 1971. Molti conoscitori della band - insieme allo
stesso Bron - sono concordi nell'affermare che questo album segna una
precisa svolta nella storia degli Heep verso un sound molto più
solido, rispetto al precedente. L'amalgama Box/Byron/Hensley, secondo
questi commentatori, si realizza e si compie proprio tra i solchi di questo
disco. Il pubblico si accorse di tutto ciò e fece di Look at yourself
l'album più venduto della produzione degli Heep di quegl'anni mentre
negli USA divenne disco d'argento, rendendo il gruppo un pò come
i profeti - passatemi l'espressione - che sono accettati altrove ma mai
in patria. In ogni caso, gli Heep riscossero un buon successo in Germania,
in molte parti d'Europa tra le quali l'Italia dove, nei primi anni 70,
erano una sorta di istituzione e in nord america. Questo seguito di pubblico,
però, di li a poco avrebbe infranto il muro d'omertà che
stampa e critici avevano eretto per isolare la band, costringendo quella
e questi a recensire le opere del gruppo. Gli Uriah Heep, però,
erano, e sarebbero rimasti per molto tempo, un gruppo rock che la stampa
amava odiare. |
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Anche
Demons and wizards fu realizzato negli studi
della Lansdowne nell'Holland Park di Londra dove la band si servì,
per la prima volta, di un 16 tracce, abbandonando l'8 tracce servito per
i primi tre lavori. L'album segnò, tra l'altro, una sorta di svolta
per gli Heep che, dopo aver realizzato Look at yourself in un clima di
"semi-confusione", dovuta all'annuncio dell'imminente defezione
di Paul Newton (e, in questo caso, non si trattava della defezione di
un batterista, nel senso che questi arrivavano e andavano via dal line
up degli Heep come arriva e va il vento, ma di un membro fondatore) e
Ian Clarke, stavano muovendo i passi lungo una nuova strada. Le "indicazioni"
da inserire in questo nuovo percorso gli heep le trassero senza dubbio
da Look at yourself, ma l'asfalto che doveva lastricare, per così
dire, la "nuova strada" furono una sorta di Pompei: gli Heep
erano un vulcano che solo apparentemente era "calmo" ... Newton fu rimpiazzato da Mark Clarke (che oggi possiamo ascoltare nel brano The wizard di cui fu co-autore insieme a Hensley), mentre Ian Clarke fu rimpiazzato da Lee Kerslake - che rifiutò di far parte degli Heep, quando questi cercavano un sostituto per il defezionario Baker, in quanto impegnato con la sua "The National Head Band". Mark Clarke provò con gli Heep per soli tre mesi poi gettò la spugna; fu sostituito da Gary Thain un ragazzo zelandese che si era gia fatto un nome militando nella Keef Hartley band. Thain sostituì Clarke unicamente per gli impegni americani del gruppo, ma di ritorno nel Regno Unito fu fisiologica la sua presenza in studio insieme agli altri Heep. Il lavoro per Demon and wizard cominciò all'inizio del 1972 per essere completato a maggio dello stesso anno. Con l'ingresso di Thain e Kerslake gli Uriah Heep conquistarono finalmente quella stabilità interna che non avevano mai avuto e che durò fino alla morte del bassista. La nuova fatica consacrò finalmente gli Heep come superstar del rock'n'roll. Non solo Demons and wizard stava risquotendo il meritato successo per la musica in esso contenuta (e questa era la cosa più importante), ma al tempo stesso risquoteva encomi per lo splendido dipinto nella copertina che lo rivestiva. Questo fu commissionato a Roger Dean che firmò anche il dipinto del futuro The magician birthday e del più recente Sea of light. Per la realizzazione della grafica Dean si ispirò a titoli come Rainbow demon, The wizard e Traveller in time rivestendo gli Heep di un alone mistico, sebbene non ci fosse un sforzo di questi a costruire canzoni ispirate a questi temi. Quanto detto è confermato anche nella descrizione dell'LP che Hensley scrisse nella nota dell'album: "Demons and wizard è solo una raccolta di canzoni che abbiamo registrato in questo periodo". Da questo album furono tratti due singoli: The wizard (con al lato B Gypsy) e Easy livin' (con al lato B Why, un pezzo mai comparso nei precedenti album degli Heep. Oggi possiamo ascoltarlo nella raccolta Rarities from the Bronze age). Easy livin' entrò nelle classifiche di tutto il mondo, ad eccezione del solito Regno Unito; The wizard ottenne ovunque buoni risultati di vendite ... in Inghilterra restò per 11 settimane in classifica sempre intorno al ventesimo posto. In ogni caso, con Demon and wizard gli Uriah Heep erano finalmente esplosi come il vulcano che sorprese nel sonno la città di Pompei. |
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Il
1972 è stato un anno fondamentale per gli Uriah Heep. Non solo
avevano raggiunto la stabilità tanto ambita nel line-up, ma erano
anche diventati delle star mondiali dell'hard rock grazie a Demons and
wizards. Gli Heep stavano facendo concerti su concerti in tutto il mondo
e Gerry Bron, che voleva "battere il ferro finché era caldo",
li rinchiuse ancora nel solito Lansdowne studio per registrare il nuovo
materiale che la band aveva composto; era la fine del 1972. Per The
magician's birthday gli Uriah Heep registrarono un'ora di musica,
ma le limitazioni del vinile li costrinsero a selezionare i pezzi per
arrivare a soli 40 minuti. Il "compleanno del mago", dunque,
si compone di 8 pezzi tra i quali c'è la canzone che da il titolo
all'album e che tratta dell'eterna battaglia tra il bene e il male. Come
per Demons and wizards, anche per The magician's birthday gli Heep utilizzarono
un 16 tracce nonché altri metodi di registrazione innovativi e
inusuali per quei tempi. Si pensi, ad esempio, al pezzo The
magician's birthday. Ebbene, gli Heep registrarono separatamente
le tre sezioni che lo compongono, sfumando la prima (che va dall'inizio
del pezzo fino all'assolo di Mick Box non incluso) nella seconda (che
comprende l'assolo di Box); e la seconda nella terza (dove Hensley canta
impersonando "il male" e Byron risponde impersonando "il
bene"). Ciò appare ancora più evidente se si ascolta
la versione dal vivo del pezzo presente in The magician's
birthday party dove la band è costretta a
tagliare di netto, per così dire, le prime due sezioni in quanto
dal vivo è alquanto problematico riprodurre l'effetto sfumatura
dell'originale. L'album fu terminato nell'ottobre del 1972 e commercializzato in novembre. La nuova fatica degli Heep segnò una sorta di fusione, che gia era stata realizzata in Demons and wizard, tra il mondo della fantasia e quello della musica. Su Demons and wizards gravava un grave incarico: portare al successo un gruppo che lo meritava ... e Demons and wizards assolse pienamente questo incarico. The magician's birthday, scalando le classifiche di tutto il mondo, lo consolidò. |
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Molto
del materiale di The magician's birthday e di Demons and wizards confluì
nell'album dal vivo titolato Uriah Heep live January
1973 che vendette milioni di copie e dimostrò
la potenza e la personalità degli Heep dal vivo. Questo album servì
anche a consolidare il successo di The magician's birthday - se mai ce
ne fosse ancora bisogno - che compariva ormai nelle classifiche di tutto
il mondo, spesso seguito dagli altri album degli Heep che, sulla scia
di quello, risquotevano parte dei consensi. In Australia e Nuova Zelanda,
ad esempio, le classifiche erano letteralmente invase dal "compleanno
del mago", da Demons and wizards e dal Live. Molti estimatori del
rock e musicisti famosi considerano, ancora oggi, The magician's birthday
e Uriah Heep live fra le opere rock migliori di quel periodo. |
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Sweet
freedom è il sesto album che gli Heep realizzarono
in studio. Forti dell'esperienza maturata fino ad ora gli Heep tagliarono
con il passato: per prima cosa lasciarono il "vecchio" Lansdowne
studio e andarono a registrare Sweet freedom nel Chateau d'Herouville
in Francia (la scelta era dovuta, più che altro, a questioni fiscali);
seconda cosa abbandonarono il 16 tracce per utilizzare un 24 tracce. Come
i suoi predecesori, anche Sweet freedom si arrampicò facilmente
in cima alle classifiche aiutato anche dal pezzo Stealin'
che fu realizzato come singolo. Stealin'
fu un enorme successo in tutto il mondo - tranne, ovviamente, in Inghilterra
- tanto che in Nuova Zelanda divenne "disco d'oro" confermando
la popolarità degli Heep in questo paese. Gli Uriah Heep ringraziarono
la Nuova Zelanda e l'Australia (altro paese in cui erano popolarissimi)
con un album doppio destinato solo al mercato di questi due paesi. Esso
conteneva una raccolta del "meglio" della scorsa produzione,
nonché tutto l'album Sweet freedom. Non si tralasciarono le tournee
tanto che furono pochissimi i mesi in cui gli Heep non erano on stage
durante il 73 e il 74. |
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Il
1974 fu l'anno di un altro album molto bello degli Heep: Wonderworld.
Come il precedente non fu registrato in Inghilterra; questa volta si optò
per Monaco di Baviera in Germania. Stando a quanto dice oggi Mick Box
questa non si rivelò come una buona mossa per il gruppo. Costituito
da 9 pezzi Wonderworld è un album molto interessante che non regge,
però, il confronto con i suoi predecessori. Contrariamente a ciò
che può far pensare il titolo dell'album, il 74 fu un anno tremendo
per gli Uriah Heep. Mick Box sostiene oggi che Wonderworld è stato
uno degli album più "drammatici" di tutta la sua carriera,
con David Byron che beveva per la maggior parte del tempo e Ken Hensley
che era sull'orlo di un esaurimento nervoso. Per Ken Hensley registrare
all'estero fu molto dannoso per il gruppo, giacché la differenza
radicale dei metodi di registrazione stava avendo un effetto negativo
sulla band. Tra l'altro si stavano perdendo i rapporti umani tra i membri
del gruppo; pare che tutti fossero molto più interessati alle royalties
che ai pezzi da eseguire. Ma questo fu solo l'inizio: nel febbraio del
1975 gli Heep decisero di rimuovere Gary Thain dal line up. Il bassista
degli Heep era affabile e brillante ma inaffidabile. Gary, infatti, era
schiavo dell'eroina e, aggiungo io, della cattiva sorte. Quest'ultima
lo colpì durante un live a Dallas. Gary Thain disse di ricordare
solamente il momento in cui si avvicinò all'amplificatore per aggiustare
i livelli dell'equalizzazione. Fu colpito da una scossa elettrica che
lo scagliò privo di sensi in mezzo al palco. Gary fu ricoverato
e gli Heep furono costretti a cancellare le restanti tappe del tour USA
e tutte le date previste in Inghilterra. La tragedia che seguì
è fin troppo nota: l'8 dicembre del 1975 Gary fu ritrovato morto
nella sua casa in Norwood Green per un overdose di eroina, aveva solo
27 anni. |
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Il
posto che fu di Thain venne offerto a John Wetton
che aveva gia fatto parte di gruppi del calibro dei King Crimson e dei
Roxy Music. Col nuovo bassista gli Uriah Heep realizzarono velocemente
Return to fantasy che uscì
a metà 1975. Il nuovo album era senza ombra di dubbio migliore
del precedente e ciò fu confermato anche dal successo di vendite
che portò l'album al settimo posto anche nella classifica inglese.
Fu quindi organizzata una tournee immane che avrebbe portato gli Heep
ovunque nel mondo. A fine anno Gerry Bron disse che il gruppo aveva percorso
in aero più di 30.000 miglia e suonato per un milione di persone.
A novembre la Bronze Records realizzò una raccolta delle hit del
gruppo dal titolo The best of Uriah Heep.
Ken Hensley realizzò il suo secondo album da solista Eager
to please che vide la collaborazione di Mark
Clarke (ex bassista degli Heep) al basso; anche
David, aiutato da Mick Box e Lee Kerslake, fece uscire il suo primo album
solista titolato Take no prisoners.
Dopo questi impegni e il mega tour di cui abbiamo parlato, la band rientrò
in studio per registrare l'ultimo album che vide la partecipazione di
un altro suo membro fondatore. |
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High
and mighty fu realizzato al Roundhouse, il nuovo
studio di registrazione di Gerry Bron, nel 1976. Il lancio dell'album
fu un'operazione commerciale over-the-top nel vero senso della parola
(un eccesso in perfetto stile Uriah Heep di metà anni 70), giacché
la conferenza stampa fu tenuta in cima alle alpi svizzere, su una vetta
che, per l'occasione, fu attrezzata per ricevere fans e giornalisti. In
questa occasione si parlò di un feelings perfetto tra Uriah Heep,
stampa e fans ... peccato che questo "feelings perfetto" non
era presente tra i membri stessi del gruppo. L'agitazione interna al gruppo
crebbe a tal punto che fu decisa l'eliminazione di David Byron come cantante
solista. Tutti si rendevano conto che questa operazione era un vero e
proprio gioco d'azzardo visto che Byron, insieme a Box ed Hensley, era
una delle colonne portanti del gruppo. Si decise, però, di non
rinunciare a questo proposito e David Byron, la Voce degli Heep, fu rimosso.
Egli, comunque, non fu l'unico a lasciare la band; anche Wetton si tirò
fuori. Di li a poco si sarebbe unito agli Asia e avrebbe continuato a
macinare successi. Gli Uriah Heep, dal canto loro, erano arrivati a quella
che può essere definita come la "prima fase" della loro
storia ... e la strada che li attendeva, come quella delle alpi svizzere,
era dannatamente in salita. |
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La
sostituzione di Wetton non si rivelò ardua come la quella di Byron;
in breve tempo gli Heep reclutarono Trevor Bolder
che, nei primi anni 70, aveva legato il suo nome agli Spiders from Mars
di David Bowie. Nel mentre, la stampa specializzata ipotizzava diversi
grandi nomi come sostituti di Byron, ma alla fine la scelta cadde sul
"relativamente sconosciuto" (almeno nel Regno Unito) John
Lawton che divenne il nuovo cantante solista degli
Uriah Heep. Il nuovo cantante fu caldamente raccomandato
a Lee e Mick da Roger Glover, che aveva lavorato con lui l'anno precedente
per il progetto Butterfly Ball. Lawton faceva parte di una band tedesca
chiamata Lucifers Friend ma
collaborava anche con la The James Last Orchestra; al tempo stesso aveva
affinato un certo modo di cantare che, secondo certa stampa, si allontanava
non poco dal rock e avrebbe contribuito a rendere più piacevoli
le future realizzazioni degli Heep. In ogni caso Lawton era un cantante
dotato di una voce potente e lo dimostrano ampiamente i nuovi brani che
gli Heep stavano relizzando insieme al nuovo entrato. L'entrata di Bolder
e Lawton donò senz'altro agli Heep quell'entusiasmo che, via via,
si era perso con Byron. Dopo aver ricompletato il line up, gli Uriah Heep
si misero a lavorare senza contare sul loro glorioso recente passato,
piuttosto badarono bene a coltivare una linea direttiva profondamente
diversa. Firefly fu realizzato
nel febbraio 1977; Hensley lo definì come uno dei migliori album
mai realizzati dal gruppo, ma la critica fu alquanto moderata. Gli Heep
scelsero di supportare i Kiss nel loro tour in America sopratutto per
provare dal vivo la nuova band; al loro ritorno in europa chi aveva dubitato
del nuovo line up si era gia ricreduto. La voce di Lawton era senz'altro
un'ottima sostituta a quella di Byron, anche se molti fan rimproveravano
al nuovo entrato di non aver, sul palco, il carisma di Byron. Tuttavia
il tanto pubblicizzato "cambio di direzione" non risultava tanto
evidente nei solchi di Firefly: il suono, è vero, fu levigato ma
il rock duro melodico unito ai testi fantastici delle canzoni - caratteri,
questi, che erano diventati il marchio di fabbrica degli Heep - risultavano
ancora troppo vivi. |
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Innocent
victim fu descritto dalla pubblicità come
"un mostro" e, per molti versi, lo era ! Gli Uriah Heep svilupparono
dei pezzi molto sofisticati che, più di Firefly, evidenziavano
il loro "cambio di direzione". Il suono fu ulteriormente limato
... i pezzi, infatti, ad un primo superficiale ascolto appaiono più
soft - a parte Free n easy -
rispetto ai precedenti cavalli di battaglia, ma con
un ascolto più approfondito ci si rende conto delle nervose venature
hard presenti, a mio avviso, in tutti i brani - compresa The
dance che sembra sia il pezzo che più si discosta dall'hard.
Come al solito il nuovo album andò male in Inghilterra ma spopolò
in Germania che fungendo da trampolino di lancio regalò agli Heep
il loro ennesimo successo europeo. Questo era in parte dovuto ad una riproposizione
del classico Lady in black che fece
guadagnare al gruppo il Leone d'Oro, ma anche al singolo Free
me che fece riassaggiare agli Heep il successo europeo e mondiale
dei precedenti album. I nuovi pezzi fecero aquistare alla band nuovi fans
e, al tempo stesso, fecero perdere quelli di vecchia data, delusi dal
nuovo pop commerciale degli Heep. Di contro un'altra categoria di fans
sperava, come dire, in tempi migliori: ossia in un ritorno in grande stile
degli Heep al loro antico sound. Questa speranza era nutrita da pezzi
come Free
n easy e Choices
scritto, quest'ultimo, da Jack Williams - amico di Ken Hensley - che si
ispirò proprio al vecchio stile del gruppo. "Il mostro",
dunque, diede agli Uriah Heep un duplice volto: alcuni pezzi esprimevano
il "nuovo", altri facevano trasparire il "vecchio".
Questa lacerazione doveva essere sentita anche dai singoli membri del
gruppo, anche se in tutte le interviste dichiaravano di essere orientati
al cento per cento verso questo loro nuovo pop ... e un pezzo come
Free me d'altronde non poteva
che far dire questo ad un gruppo che stava grazie a quello guadagnando
moltissimo. A questi elementi si deve senz'altro aggiungere la "politica"
che la Bronze - che in quanto casa discografica, uguale alle altre case
discografiche, ossia più interessata ai guadagni che a tener vivo
e vegeto un certo sound - ha senza ombra di dubbio imposto al gruppo. |
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Fallen
angel uscì nel luglio del 1978 e sembrò
immediatamente, ancor più del mostro, un album costruito su due
stili diversi ma - in un certo senso - ben miscelati tra loro; non prevaleva,
insomma, ne l'uno ne l'altro ... contrariamente al "mostro"
dove il nuovo pop degli Heep faceva affogare il loro antico sound. La
critica, questa volta, non fu tanto docile con gli Heep che, pur avendo
una grandissima affluenza di pubblico ai loro concerti, apparivano a tutti
come un "malato terminale". Dietro le quinte il malumore montava
e la ristabilita armonia che aveva permesso la realizzazione di questi
tre lavori stava rapidamente scemando. Un ruolo decisivo in tal senso
lo ebbe Gerry Bron, contestato per la sua propensione ad inserire negli
album degli Heep sempre e soltanto - tranne rare eccezioni - il materiale
scritto da Hensley. Tuttavia gli Heep rientrarono in studio per registrare
un quarto album ma, di li a poco, dovettero gettare la spugna dopo aver
costatato l'impossibilità di lavorare in quelle condizioni. La
crisi spinse John Lawton a lasciare il gruppo seguito da Lee Kerslake.
Così, con la defezione di Kerslake gli Uriah Heep perdevano un'altro
componente che aveva contribuito in modo determinante a creare il loro
mito. Bisognava rifare tutto: cercare un nuovo cantante e un nuovo batterista
per terminare di scalare le alpi svizzere |
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