Storia degli anni 70
   
versione europea
versione U.S.A. e Canada
Very 'eavy ... very 'umble fu realizzato, per così dire, in "duplice copia". Vi erano infatti due versioni di questo lavoro: una per il mercato inglese ed europeo, l'altra per il mercato USA e canadese. La differenza tra queste due versioni non sta soltanto nelle immagini di copertina, ma anche nei pezzi contenuti. Il pezzo Lucy blues, presente nella versione europea, faceva posto al pezzo Bird of prey nella versione americana. Con Hensley, Box e compagni registrarono di nuovo diversi pezzi che erano stati degli Spice insieme ad altro materiale proprio del nuovo entrato o composto insieme a quest'ultimo. Il lavoro si realizzò molto rapidamente ... non solo, gli Heep avevano a disposizione una vasta scelta di pezzi, visto che solo per il loro debutto ne sfornarono ben dieci. Tra questi non va dimenticato l'inno di quegl'anni che chiudeva i loro concerti: Gypsy, scritta da Box e Byron nell'Hamwell Community Centre in mezzo al "baccano" provocato da Shepherds Bush e Deep Purple che provavano nelle stanze accanto. In ogni caso furono utilizzati solo 9 pezzi per la realizzazione di very eavy (nella versione europea e USA/canadese), mentre il resto del materiale degli Spice - riregistrato con Hensley - fu mixato nel 1993 ed inserito nell'album The Lansdowne Tapes (Red Steel - RMCCD0193). Insieme ad Hensley gli Heep consolidarono rapidamente il loro sound basato sull'armonia delle voci (oltre Byron, cantavano tutti i componenti del gruppo) e su un impasto chitarra tastiera alla Vanilla Fudge. Ed è stato proprio il raffinamento di questo sound unico a dare il successo agli Uriah Heep intorno alla metà degli anni 70. A rendere difficoltosa questa costruzione contribuì senz'altro il cronico problema che gli heep ebbero con i batteristi all'inizio della loro carriera. All'inizio del 1970, infatti, Alex Napier fu sostituito da Nigel "Ollie" Olsson. Il nome del nuovo batterista fu suggerito a Box e Byron da un certo Reginald Dwight che, di lì a poco, avrebbe richiamato "Ollie" per riunirsi a lui che, con il nome Elton John, stava avendo successo negli USA. Very 'eavy ... very 'umble uscì nel giugno del 1970 con etichetta Vertigo Records. Non credo sia esagerato dire che l'album fu, letteralmente, demolito e massacrato dalla critica, tanto che una certa Melissa Mills del giornale musicale Rolling Stone scrisse:"Se questo gruppo sfonderà, io mi suiciderò". Gli Uriah Heep stavano per unirsi ai Black Sabbath e ai Grand Funk Railroad in quella che, di li a pochi anni, sarebbe stata chiamata la "triade dei grandi incompresi".
versione europea
versione U.S.A. e Canada
Anche la versione USA/canadese di Salisbury differisce da quella europea sia per copertina sia per brani contenuti. Bird of prey apriva la versione europea dell'album, mentre il pezzo Simon the bullet freak apriva la versione d'oltre oceano. Il secondo album degli Heep fu realizzato negli studi della Lansdowne nell'Holland Park di Londra; la band raggruppò un insieme di materiale molto interessante rivestito da titoli epici. Il loro era un progetto ambizioso che, per molti versi, superava di molto i tempi. Fra questo materiale spiccava il pezzo Lady in black ma nessuno, in quegl'anni, si rese perfettamente conto della potenza espressiva di questo brano che, riregistrato come singolo nel 1977, spopolò in Germania restando in classifica per 13 settimane facendo guadagnare agli Heep il Leone d'oro; che poi sarebbe l'equivalente europeo del cosi detto "Grammy". Come accennato prima, Ollson lasciò gli heep per unirsi alla The Elton John Band e fu rimpiazzato da Keith Baker. Il nuovo batterista partecipò soltanto alla realizzazione di Salisbury, poi lasciò il gruppo facendo letteralmente perdere le sue tracce; riuscì a ritrovarlo Paul Newton nel 1993 mentre si esibiva occasionalmente in qualche locale del Midlands. Salisbury rivela un periodo di sperimentazione nella scrittura dei pezzi da parte della band: al nucleo Box/Byron, infatti, si stava incastonando anche Hensley. Prodotto da Gerry Bron l'album conteva solo sei pezzi con il brano che dava il titolo al lavoro che dura circa 16 minuti ed è impastato con sequenze di legni e strumenti a fiato. Fu, quindi, un progetto molto ambizioso per una band alle prime armi; ma anche se il risultato fu ottimo sotto tutti i punti di vista, Salisbury fu ignorato dalla stampa britannica ... particolare inquietante questo se si pensa che le vendite dell'album stavano andando tutt'altro che male.
copertina versione tedesca
copertina versione USA
Il terzo album degli Uriah Heep fu battezzato Look at yourself ossia "guarda te stesso" o, più semplicemente, "guardati". In virtù di questo titolo gli Heep pensarono bene di mettere uno specchio nella copertina del disco in modo che ci si possa davvero guardare. Anch'esso fu registrato negli studi della Lansdowne e fu l'ultimo che gli Heep registrarono utilizzando un 8 tracce. Nel febbraio del 1971, subito dopo l'uscita di Salisbury, gli Uriah Heep volarono oltre oceano per affrontare il loro primo tour negli Stati Uniti insieme al loro ultimo batterista. Ian Clarke, che militiva nel gruppo Cressidra, fu infatti inserito nel line up per sostituire il defezionario Baker. Il primo dei molti tour americani, gli Uriah Heep lo intrappresero affiancando gli Steppenwolf e i Three Dog Night. Fu una scelta musicalmente sbagliata, secondo Box, ma tuttavia necessaria e produttiva per ciò che riguardava l'esperienza del gruppo. Completato il tour U.S.A. gli Heep si rinchiusero in quella che era diventata giocoforza la loro seconda casa - gli studi della Lansdowne - per lavorare sul materiale che avrebbe costituito il loro terzo album. Nel mentre per Gerry Bron erano terminati gli impegni contrattuali con la Philips/Vertigo e fu quindi in grado di fondare la sua etichetta: la Bronze Record Co; con la quale ri-realizzò i primi due album degli Uriah Heep. Le sedute di registrazione di Look at yourself si svolsero durante l'estate del 1971. Molti conoscitori della band - insieme allo stesso Bron - sono concordi nell'affermare che questo album segna una precisa svolta nella storia degli Heep verso un sound molto più solido, rispetto al precedente. L'amalgama Box/Byron/Hensley, secondo questi commentatori, si realizza e si compie proprio tra i solchi di questo disco. Il pubblico si accorse di tutto ciò e fece di Look at yourself l'album più venduto della produzione degli Heep di quegl'anni mentre negli USA divenne disco d'argento, rendendo il gruppo un pò come i profeti - passatemi l'espressione - che sono accettati altrove ma mai in patria. In ogni caso, gli Heep riscossero un buon successo in Germania, in molte parti d'Europa tra le quali l'Italia dove, nei primi anni 70, erano una sorta di istituzione e in nord america. Questo seguito di pubblico, però, di li a poco avrebbe infranto il muro d'omertà che stampa e critici avevano eretto per isolare la band, costringendo quella e questi a recensire le opere del gruppo. Gli Uriah Heep, però, erano, e sarebbero rimasti per molto tempo, un gruppo rock che la stampa amava odiare.
Anche Demons and wizards fu realizzato negli studi della Lansdowne nell'Holland Park di Londra dove la band si servì, per la prima volta, di un 16 tracce, abbandonando l'8 tracce servito per i primi tre lavori. L'album segnò, tra l'altro, una sorta di svolta per gli Heep che, dopo aver realizzato Look at yourself in un clima di "semi-confusione", dovuta all'annuncio dell'imminente defezione di Paul Newton (e, in questo caso, non si trattava della defezione di un batterista, nel senso che questi arrivavano e andavano via dal line up degli Heep come arriva e va il vento, ma di un membro fondatore) e Ian Clarke, stavano muovendo i passi lungo una nuova strada. Le "indicazioni" da inserire in questo nuovo percorso gli heep le trassero senza dubbio da Look at yourself, ma l'asfalto che doveva lastricare, per così dire, la "nuova strada" furono una sorta di Pompei: gli Heep erano un vulcano che solo apparentemente era "calmo" ...
Newton fu rimpiazzato da Mark Clarke (che oggi possiamo ascoltare nel brano The wizard di cui fu co-autore insieme a Hensley), mentre Ian Clarke fu rimpiazzato da Lee Kerslake - che rifiutò di far parte degli Heep, quando questi cercavano un sostituto per il defezionario Baker, in quanto impegnato con la sua "The National Head Band". Mark Clarke provò con gli Heep per soli tre mesi poi gettò la spugna; fu sostituito da Gary Thain un ragazzo zelandese che si era gia fatto un nome militando nella Keef Hartley band. Thain sostituì Clarke unicamente per gli impegni americani del gruppo, ma di ritorno nel Regno Unito fu fisiologica la sua presenza in studio insieme agli altri Heep. Il lavoro per Demon and wizard cominciò all'inizio del 1972 per essere completato a maggio dello stesso anno. Con l'ingresso di Thain e Kerslake gli Uriah Heep conquistarono finalmente quella stabilità interna che non avevano mai avuto e che durò fino alla morte del bassista. La nuova fatica consacrò finalmente gli Heep come superstar del rock'n'roll. Non solo Demons and wizard stava risquotendo il meritato successo per la musica in esso contenuta (e questa era la cosa più importante), ma al tempo stesso risquoteva encomi per lo splendido dipinto nella copertina che lo rivestiva. Questo fu commissionato a Roger Dean che firmò anche il dipinto del futuro The magician birthday e del più recente Sea of light. Per la realizzazione della grafica Dean si ispirò a titoli come Rainbow demon, The wizard e Traveller in time rivestendo gli Heep di un alone mistico, sebbene non ci fosse un sforzo di questi a costruire canzoni ispirate a questi temi. Quanto detto è confermato anche nella descrizione dell'LP che Hensley scrisse nella nota dell'album: "Demons and wizard è solo una raccolta di canzoni che abbiamo registrato in questo periodo". Da questo album furono tratti due singoli: The wizard (con al lato B Gypsy) e Easy livin' (con al lato B Why, un pezzo mai comparso nei precedenti album degli Heep. Oggi possiamo ascoltarlo nella raccolta Rarities from the Bronze age). Easy livin' entrò nelle classifiche di tutto il mondo, ad eccezione del solito Regno Unito; The wizard ottenne ovunque buoni risultati di vendite ... in Inghilterra restò per 11 settimane in classifica sempre intorno al ventesimo posto. In ogni caso, con Demon and wizard gli Uriah Heep erano finalmente esplosi come il vulcano che sorprese nel sonno la città di Pompei.
Il 1972 è stato un anno fondamentale per gli Uriah Heep. Non solo avevano raggiunto la stabilità tanto ambita nel line-up, ma erano anche diventati delle star mondiali dell'hard rock grazie a Demons and wizards. Gli Heep stavano facendo concerti su concerti in tutto il mondo e Gerry Bron, che voleva "battere il ferro finché era caldo", li rinchiuse ancora nel solito Lansdowne studio per registrare il nuovo materiale che la band aveva composto; era la fine del 1972. Per The magician's birthday gli Uriah Heep registrarono un'ora di musica, ma le limitazioni del vinile li costrinsero a selezionare i pezzi per arrivare a soli 40 minuti. Il "compleanno del mago", dunque, si compone di 8 pezzi tra i quali c'è la canzone che da il titolo all'album e che tratta dell'eterna battaglia tra il bene e il male. Come per Demons and wizards, anche per The magician's birthday gli Heep utilizzarono un 16 tracce nonché altri metodi di registrazione innovativi e inusuali per quei tempi. Si pensi, ad esempio, al pezzo The magician's birthday. Ebbene, gli Heep registrarono separatamente le tre sezioni che lo compongono, sfumando la prima (che va dall'inizio del pezzo fino all'assolo di Mick Box non incluso) nella seconda (che comprende l'assolo di Box); e la seconda nella terza (dove Hensley canta impersonando "il male" e Byron risponde impersonando "il bene"). Ciò appare ancora più evidente se si ascolta la versione dal vivo del pezzo presente in The magician's birthday party dove la band è costretta a tagliare di netto, per così dire, le prime due sezioni in quanto dal vivo è alquanto problematico riprodurre l'effetto sfumatura dell'originale.
L'album fu terminato nell'ottobre del 1972 e commercializzato in novembre. La nuova fatica degli Heep segnò una sorta di fusione, che gia era stata realizzata in Demons and wizard, tra il mondo della fantasia e quello della musica. Su Demons and wizards gravava un grave incarico: portare al successo un gruppo che lo meritava ... e Demons and wizards assolse pienamente questo incarico. The magician's birthday, scalando le classifiche di tutto il mondo, lo consolidò.
Molto del materiale di The magician's birthday e di Demons and wizards confluì nell'album dal vivo titolato Uriah Heep live January 1973 che vendette milioni di copie e dimostrò la potenza e la personalità degli Heep dal vivo. Questo album servì anche a consolidare il successo di The magician's birthday - se mai ce ne fosse ancora bisogno - che compariva ormai nelle classifiche di tutto il mondo, spesso seguito dagli altri album degli Heep che, sulla scia di quello, risquotevano parte dei consensi. In Australia e Nuova Zelanda, ad esempio, le classifiche erano letteralmente invase dal "compleanno del mago", da Demons and wizards e dal Live. Molti estimatori del rock e musicisti famosi considerano, ancora oggi, The magician's birthday e Uriah Heep live fra le opere rock migliori di quel periodo.
Sweet freedom è il sesto album che gli Heep realizzarono in studio. Forti dell'esperienza maturata fino ad ora gli Heep tagliarono con il passato: per prima cosa lasciarono il "vecchio" Lansdowne studio e andarono a registrare Sweet freedom nel Chateau d'Herouville in Francia (la scelta era dovuta, più che altro, a questioni fiscali); seconda cosa abbandonarono il 16 tracce per utilizzare un 24 tracce. Come i suoi predecesori, anche Sweet freedom si arrampicò facilmente in cima alle classifiche aiutato anche dal pezzo Stealin' che fu realizzato come singolo. Stealin' fu un enorme successo in tutto il mondo - tranne, ovviamente, in Inghilterra - tanto che in Nuova Zelanda divenne "disco d'oro" confermando la popolarità degli Heep in questo paese. Gli Uriah Heep ringraziarono la Nuova Zelanda e l'Australia (altro paese in cui erano popolarissimi) con un album doppio destinato solo al mercato di questi due paesi. Esso conteneva una raccolta del "meglio" della scorsa produzione, nonché tutto l'album Sweet freedom. Non si tralasciarono le tournee tanto che furono pochissimi i mesi in cui gli Heep non erano on stage durante il 73 e il 74.









Gary Thain
15 maggio 1948
8 dicembre 1975
Il 1974 fu l'anno di un altro album molto bello degli Heep: Wonderworld. Come il precedente non fu registrato in Inghilterra; questa volta si optò per Monaco di Baviera in Germania. Stando a quanto dice oggi Mick Box questa non si rivelò come una buona mossa per il gruppo. Costituito da 9 pezzi Wonderworld è un album molto interessante che non regge, però, il confronto con i suoi predecessori. Contrariamente a ciò che può far pensare il titolo dell'album, il 74 fu un anno tremendo per gli Uriah Heep. Mick Box sostiene oggi che Wonderworld è stato uno degli album più "drammatici" di tutta la sua carriera, con David Byron che beveva per la maggior parte del tempo e Ken Hensley che era sull'orlo di un esaurimento nervoso. Per Ken Hensley registrare all'estero fu molto dannoso per il gruppo, giacché la differenza radicale dei metodi di registrazione stava avendo un effetto negativo sulla band. Tra l'altro si stavano perdendo i rapporti umani tra i membri del gruppo; pare che tutti fossero molto più interessati alle royalties che ai pezzi da eseguire. Ma questo fu solo l'inizio: nel febbraio del 1975 gli Heep decisero di rimuovere Gary Thain dal line up. Il bassista degli Heep era affabile e brillante ma inaffidabile. Gary, infatti, era schiavo dell'eroina e, aggiungo io, della cattiva sorte. Quest'ultima lo colpì durante un live a Dallas. Gary Thain disse di ricordare solamente il momento in cui si avvicinò all'amplificatore per aggiustare i livelli dell'equalizzazione. Fu colpito da una scossa elettrica che lo scagliò privo di sensi in mezzo al palco. Gary fu ricoverato e gli Heep furono costretti a cancellare le restanti tappe del tour USA e tutte le date previste in Inghilterra. La tragedia che seguì è fin troppo nota: l'8 dicembre del 1975 Gary fu ritrovato morto nella sua casa in Norwood Green per un overdose di eroina, aveva solo 27 anni.
Il posto che fu di Thain venne offerto a John Wetton che aveva gia fatto parte di gruppi del calibro dei King Crimson e dei Roxy Music. Col nuovo bassista gli Uriah Heep realizzarono velocemente Return to fantasy che uscì a metà 1975. Il nuovo album era senza ombra di dubbio migliore del precedente e ciò fu confermato anche dal successo di vendite che portò l'album al settimo posto anche nella classifica inglese. Fu quindi organizzata una tournee immane che avrebbe portato gli Heep ovunque nel mondo. A fine anno Gerry Bron disse che il gruppo aveva percorso in aero più di 30.000 miglia e suonato per un milione di persone. A novembre la Bronze Records realizzò una raccolta delle hit del gruppo dal titolo The best of Uriah Heep. Ken Hensley realizzò il suo secondo album da solista Eager to please che vide la collaborazione di Mark Clarke (ex bassista degli Heep) al basso; anche David, aiutato da Mick Box e Lee Kerslake, fece uscire il suo primo album solista titolato Take no prisoners. Dopo questi impegni e il mega tour di cui abbiamo parlato, la band rientrò in studio per registrare l'ultimo album che vide la partecipazione di un altro suo membro fondatore.
High and mighty fu realizzato al Roundhouse, il nuovo studio di registrazione di Gerry Bron, nel 1976. Il lancio dell'album fu un'operazione commerciale over-the-top nel vero senso della parola (un eccesso in perfetto stile Uriah Heep di metà anni 70), giacché la conferenza stampa fu tenuta in cima alle alpi svizzere, su una vetta che, per l'occasione, fu attrezzata per ricevere fans e giornalisti. In questa occasione si parlò di un feelings perfetto tra Uriah Heep, stampa e fans ... peccato che questo "feelings perfetto" non era presente tra i membri stessi del gruppo. L'agitazione interna al gruppo crebbe a tal punto che fu decisa l'eliminazione di David Byron come cantante solista. Tutti si rendevano conto che questa operazione era un vero e proprio gioco d'azzardo visto che Byron, insieme a Box ed Hensley, era una delle colonne portanti del gruppo. Si decise, però, di non rinunciare a questo proposito e David Byron, la Voce degli Heep, fu rimosso. Egli, comunque, non fu l'unico a lasciare la band; anche Wetton si tirò fuori. Di li a poco si sarebbe unito agli Asia e avrebbe continuato a macinare successi. Gli Uriah Heep, dal canto loro, erano arrivati a quella che può essere definita come la "prima fase" della loro storia ... e la strada che li attendeva, come quella delle alpi svizzere, era dannatamente in salita.
La sostituzione di Wetton non si rivelò ardua come la quella di Byron; in breve tempo gli Heep reclutarono Trevor Bolder che, nei primi anni 70, aveva legato il suo nome agli Spiders from Mars di David Bowie. Nel mentre, la stampa specializzata ipotizzava diversi grandi nomi come sostituti di Byron, ma alla fine la scelta cadde sul "relativamente sconosciuto" (almeno nel Regno Unito) John Lawton che divenne il nuovo cantante solista degli Uriah Heep. Il nuovo cantante fu caldamente raccomandato a Lee e Mick da Roger Glover, che aveva lavorato con lui l'anno precedente per il progetto Butterfly Ball. Lawton faceva parte di una band tedesca chiamata Lucifers Friend ma collaborava anche con la The James Last Orchestra; al tempo stesso aveva affinato un certo modo di cantare che, secondo certa stampa, si allontanava non poco dal rock e avrebbe contribuito a rendere più piacevoli le future realizzazioni degli Heep. In ogni caso Lawton era un cantante dotato di una voce potente e lo dimostrano ampiamente i nuovi brani che gli Heep stavano relizzando insieme al nuovo entrato. L'entrata di Bolder e Lawton donò senz'altro agli Heep quell'entusiasmo che, via via, si era perso con Byron. Dopo aver ricompletato il line up, gli Uriah Heep si misero a lavorare senza contare sul loro glorioso recente passato, piuttosto badarono bene a coltivare una linea direttiva profondamente diversa. Firefly fu realizzato nel febbraio 1977; Hensley lo definì come uno dei migliori album mai realizzati dal gruppo, ma la critica fu alquanto moderata. Gli Heep scelsero di supportare i Kiss nel loro tour in America sopratutto per provare dal vivo la nuova band; al loro ritorno in europa chi aveva dubitato del nuovo line up si era gia ricreduto. La voce di Lawton era senz'altro un'ottima sostituta a quella di Byron, anche se molti fan rimproveravano al nuovo entrato di non aver, sul palco, il carisma di Byron. Tuttavia il tanto pubblicizzato "cambio di direzione" non risultava tanto evidente nei solchi di Firefly: il suono, è vero, fu levigato ma il rock duro melodico unito ai testi fantastici delle canzoni - caratteri, questi, che erano diventati il marchio di fabbrica degli Heep - risultavano ancora troppo vivi.
Innocent victim fu descritto dalla pubblicità come "un mostro" e, per molti versi, lo era ! Gli Uriah Heep svilupparono dei pezzi molto sofisticati che, più di Firefly, evidenziavano il loro "cambio di direzione". Il suono fu ulteriormente limato ... i pezzi, infatti, ad un primo superficiale ascolto appaiono più soft - a parte Free n easy - rispetto ai precedenti cavalli di battaglia, ma con un ascolto più approfondito ci si rende conto delle nervose venature hard presenti, a mio avviso, in tutti i brani - compresa The dance che sembra sia il pezzo che più si discosta dall'hard. Come al solito il nuovo album andò male in Inghilterra ma spopolò in Germania che fungendo da trampolino di lancio regalò agli Heep il loro ennesimo successo europeo. Questo era in parte dovuto ad una riproposizione del classico Lady in black che fece guadagnare al gruppo il Leone d'Oro, ma anche al singolo Free me che fece riassaggiare agli Heep il successo europeo e mondiale dei precedenti album. I nuovi pezzi fecero aquistare alla band nuovi fans e, al tempo stesso, fecero perdere quelli di vecchia data, delusi dal nuovo pop commerciale degli Heep. Di contro un'altra categoria di fans sperava, come dire, in tempi migliori: ossia in un ritorno in grande stile degli Heep al loro antico sound. Questa speranza era nutrita da pezzi come Free n easy e Choices scritto, quest'ultimo, da Jack Williams - amico di Ken Hensley - che si ispirò proprio al vecchio stile del gruppo. "Il mostro", dunque, diede agli Uriah Heep un duplice volto: alcuni pezzi esprimevano il "nuovo", altri facevano trasparire il "vecchio". Questa lacerazione doveva essere sentita anche dai singoli membri del gruppo, anche se in tutte le interviste dichiaravano di essere orientati al cento per cento verso questo loro nuovo pop ... e un pezzo come Free me d'altronde non poteva che far dire questo ad un gruppo che stava grazie a quello guadagnando moltissimo. A questi elementi si deve senz'altro aggiungere la "politica" che la Bronze - che in quanto casa discografica, uguale alle altre case discografiche, ossia più interessata ai guadagni che a tener vivo e vegeto un certo sound - ha senza ombra di dubbio imposto al gruppo.
Fallen angel uscì nel luglio del 1978 e sembrò immediatamente, ancor più del mostro, un album costruito su due stili diversi ma - in un certo senso - ben miscelati tra loro; non prevaleva, insomma, ne l'uno ne l'altro ... contrariamente al "mostro" dove il nuovo pop degli Heep faceva affogare il loro antico sound. La critica, questa volta, non fu tanto docile con gli Heep che, pur avendo una grandissima affluenza di pubblico ai loro concerti, apparivano a tutti come un "malato terminale". Dietro le quinte il malumore montava e la ristabilita armonia che aveva permesso la realizzazione di questi tre lavori stava rapidamente scemando. Un ruolo decisivo in tal senso lo ebbe Gerry Bron, contestato per la sua propensione ad inserire negli album degli Heep sempre e soltanto - tranne rare eccezioni - il materiale scritto da Hensley. Tuttavia gli Heep rientrarono in studio per registrare un quarto album ma, di li a poco, dovettero gettare la spugna dopo aver costatato l'impossibilità di lavorare in quelle condizioni. La crisi spinse John Lawton a lasciare il gruppo seguito da Lee Kerslake. Così, con la defezione di Kerslake gli Uriah Heep perdevano un'altro componente che aveva contribuito in modo determinante a creare il loro mito. Bisognava rifare tutto: cercare un nuovo cantante e un nuovo batterista per terminare di scalare le alpi svizzere
   
 
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