Storia
degli anni 80 |
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Ansiosi
di riempire al più presto il vuoto lasciato da Lawton, gli Uriah
Heep non persero tempo e reclutarono il giovane John
Sloman. Quest'ultimo dimostrò fin dalla prima
audizione di essere un musicista versatile, infatti oltre a cantare suonava
il piano e la chitarra. Sloman era considerato - in virtù del suo
modo di cantare e, forse, per i modi di fare che usava nel palco - il
nuovo Robert Plant; il problema era che in molti non immaginavano molto
bene lo "stile Plant" in un gruppo come gli Uriah Heep. Fu anche
provato un certo Peter Goalby per ricoprire la carica che era stata di
Lawton ma, evidentemente, i tempi non erano ancora maturi. Agli Heep si
unì anche Chris Slade
che prese il posto lasciato libero da Kerslake. Slade faceva gia parte,
per così dire, del "patrimonio" della Bronze in quanto
militava nella Manfred Mann's Earthband. Ricompletato il line up gli Heep
rientrarono in studio per registrare Conquest
che uscì nel febbraio del 1980 in occasione del loro decimo anniversario.
Questa ricorrenza favorì il ritorno degli Heep nelle classifiche
ma apparve subito evidente che il nuovo album era solo l'ombra dei precedenti.
Fu definito da
un recensore come
"un'opera minore" ben lontana dal suono e dallo stile antico
degli Uriah Heep, quello in sostanza che stava influenzando i giovani
gruppi emergenti che
andavano ad alimentare la cosiddetta (NWOBHM) ossia la "New wave
of British heavy metal", in altri termini, la nuova ondata dell'heavy
metal britannico. Il tour mondiale per il
loro decimo anniversario mostrò chiaramente gli effetti dei numerosi
cambi di formazione: le nuove canzoni non erano in grado di eguagliare
le vecchie che, tra l'altro, erano stravolte dall'interpretazione vocale
di Sloman che deluse moltissimo Hensley. Per queste ragioni alla fine
del tour Ken Hensley decise di lasciare gli Uriah Heep. Per molti fans
questo evento fu catastrofico come l'uscita di David Byron qualche anno
prima. Sebbene lo stile di scrittura di Hensley fosse radicalmente cambiato
rispetto all'età dell'oro degli Heep, egli era universalmente riconosciuto
come l'autore dei pezzi migliori che la band aveva sfornato, nonché
come il più prolifico fra i membri del gruppo. Secondo i fans,
dunque, questo era un colpo che gli Uriah Heep non potevano sopportare
in quanto l'insostituibilità di Hensley li avrebbe portati alla
rovina completa. La defezione di Hensley fu descritta come la più
"amichevole" che la storia del rock'n'roll avesse mai visto.
E così, la bandiera di Conquest piazzata sulla cima di quelle alpi
rappresentava non una conquista o una vittoria ma la più amara
delle sconfitte, ma per un pò si andò ancora avanti. |
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Il
posto di Hensley fu occupato dal canadese Greg Dechert
che aveva lavorato con Sloman nei Pulsar. Dechert era un bravo tastierista
ma il suo stile era molto inadatto per l'hard rock. Nel novembre del 1980
gli Uriah Heep erano di nuovo "on the road" per un tour. Nel
programma del tour si poteva leggere la più spudorata delle menzogne
che definiva il gruppo come "gli Uriah Heep definitivi". Il
singolo Think it over fu l'unico
pezzo realizzato da questo line up, oggi lo possiamo ascoltare nella compilation
Rarities from the Bronze age.
John Sloman lasciò il gruppo all'inizio del 1981 per intraprendere
la carriera solista; non si sa bene - gli Heep oggi sono molto vaghi -
se Sloman lasciò il gruppo di sua spontanea volontà oppure
se fu spinto a farlo. "La formula chimica che ha cercato di unire
gli elementi di questo line up si è rivelata profondamente sbagliata",
questa fu la formula usata da Mick Box per descrivere "gli Uriah
Heep definitivi". Il chitarrista pensò bene di rifondare gli
Heep e insieme a Bolder si recò a casa di David Byron con alcune
registrazioni. Box era sicuro che Byron, la cui carriera era ad un livello
molto basso, avrebbe colto al volo l'occasione di riunirsi agli Heep ...
di fatto, però, David Byron rifiutò. A questo punto Trevor
Bolder decise di accettare l'offerta che gli avevano recentemente fatto
i Whishbone Ash e si unì a loro; Mick Box era rimasto solo. Box
vide l'abbandono (giustificato) di Bolder come la morte definitiva degli
Uriah Heep .... si rinchiuse nel suo appartamento per due giorni e li
trascorse a bere. I due giorni passarono e Mick Box, prima di dichiarare la morte definitiva degli Uriah Heep, considerò le opzioni che aveva di fronte suggeritegli dal suo agente. La prima: entrare nella categoria dei guitar hero per militare nei vari gruppi che avrebbero senz'altro richiesto la sua collaborazione. La seconda: formare i The Mick Box band per custodire il patrimonio degli Heep e tener vivo, in un certo senso, il ricordo del vecchio gruppo. La terza: rifondare gli Uriah Heep. Considerando le lettere dei vari fan che lo incoraggiavano in tal senso, Mick Box decise di rimettere in moto il processo di rifondazione. Il primo della lista era Lee Kerslake che aveva appena abbandonato la The Ozzy Osbourne Band. Box fu molto abile nel convincere Kerslake spiegandogli che le ragioni che lo avevano spinto a lasciare gli Heep non sussistevano più: Hensley non avrebbe fatto parte dei nuovi Heep e Gerry Bron ormai si occupava solo di registrazioni e non del lato manageriale della Bronze. A Box e Kerslake si unì il bassista Bob Daisley anch'egli defezionario della band di Ozzy. Daisley non era nuovo nell'ambiente Heep giacché i Widowmaker - gruppo in cui militava - avevano supportato gli Heep nel tour dedicato all'album High and Mighty. La presenza del tastierista John Sinclair fu negoziata con l'agente di quest'ultimo che, alla fine delle trattative, diede il via libero al suo assistito che entrò così a far parte dei nuovi Heep. Anche Sinclair, con i Heavy Metal Kids, aveva supportato i vecchi Uriah Heep durante il tour di Sweet freedom del 1973. La voce solista fu quella di Peter Goalby che, dopo esser stato contattato mentre era in tour con i Trapeze negli USA, si era detto disponibile se il posto di cantante fosse stato ancora vacante alla fine del tour; gli Heep esaminarono altri cantanti ma, alla fine, decisero di aspettare Goalby. Così formati i rinati Uriah Heep erano pronti a rientrare in studio per realizzare uno degli album più belli, a mio avviso, della loro carriera. |
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Tutti
i componenti della band contribuirono a scrivere i pezzi per il nuovo
album degli Heep, quindi corsero in studio per registrarlo. Molto materiale
fu registrato negli studi di Ridgefarm ma Gerry Bron non era soddisfatto
dei primi risultati e scartò il progetto. Gli Heep andarono negli
studi di Roundhouse per affidarsi ad Ashley Howe in qualità di
produttore. Qui gli Heep incisero ciò che sarebbe diventato Abominog
utilizzando come basi le composizioni provate al Ridgefarm. Ashley
Howe seguiva gli Heep fin dai primi giorni di vita della Bronze e con
loro imparò il suo lavoro. L'uscita dell'album fu preceduta dalla
messa in commercio di un "Abominog Junior"
contente come pezzo portante un brano di Russ Ballard titolato On
the rebound, due canzoni che non furono incluse in Abominog
Tin Soldier e
Small faces nonché un pezzo
scritto dagli Heep Son of a bitch.
Forse la scelta del pezzo portante di Abominog Junior - fatta dalla compagnia
e non dal gruppo - non fu tanto azzeccata, Mick Box stesso lo ricorda
oggi come il pezzo più brutto che abbia mai suonato (evidentemente,
dico io, forse a torto, non ricorda Can't stop
singing il pezzo più brutto, a mio parere, comparso
in un album degli Uriah Heep). Sicuramente sarebbe stato meglio scegliere
la potente Too scared to run brano
che svelava la vera essenza dei nuovi Uriah Heep. Abominog, con i terribili
occhi del mostro rosso che osserva minaccioso dalla copertina, fu commericalizzato
nel maggio del 1982. Chris Welch lo descrisse come il più maturo
e, probbabilmente, migliore album degli Uriah Heep; lo stesso Geoff Barton,
che non aveva mai sopportato gli Heep, lo giudicò positivamente.
Gli Uriah Heep, dunque, tornarono a suonare in Inghilterra il 6 giugno
1982 al The Palace Lido in Douglas nell'isola di Man in occasione dell'evento
musicale più importante dell'anno da quelle parti, tanto che fu
trasmesso da Radio Lussemburgo per un pubblico radiofonico stimato in
60 milioni di ascoltatori. Da Abominog fu tratto un secondo singolo that's
the way that it is che, insieme al relativo video, catturò
l'attenzione della MTV che favorì l'ascesa del pezzo nelle classifiche
americane. Il 21 agosto 1982 gli Heep suonarono al Donington Monsters
of Rock festival mostrando a tutti che il "cattivo" antagonista
di David Copperfield era tornato ... ed era tornato in grande stile; la
loro performance fu praticamente perfetta. Questi furono i maggiori appuntamenti
degli Uriah Heep di Abominog che, dopo altre date in tutta Europa, tornarono
in studio insieme ad Ashley Howe per lavorare al successivo album. |
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Head
First fu realizzato nello studio Roundhouse di Gerry
Bron ed uscì nel maggio del 1983. Geoff Barton scrisse nella rivista
Sounds che i pezzi di quest'album erano fantastici e, in parte, miglioravano
quelli contenuti in Abominog. Evidentemente la "formula Abominog",
utilizzata anche in Head first, aveva funzionato non solo nella costruzione
del massiccio hard rock contenuto in questi due album, ma anche nei rapporti
con la stampa britannica che, come è stato più volte sottolineato,
è sempre stata ostile agli Uriah Heep. La cosa, però, non
frenò la decisione di Bob Daisley di lasciare la band per riunirsi
a Ozzy Osbourne aprendo così la strada al ritorno di Trevor
Bolder. La scelta del singolo, come per Abominog,
fu un gravissimo errore commesso dalla Bronze; fu scelta Lonely
nights scritta Brian
Adams. Il gruppo infatti ottenne il favore del pubblico con il pezzo The
other side of midnight che nelle performance dal vivo aveva
la stessa funzione e collocazione di Too scared
to run che indicava, insieme a quella, chiaramente l'orientamento
musicale degli Heep. Ancora una volta, dunque, la Bronze ignorò
sistematicamente le preferenze degli Heep e optò per Stay
on top come secondo singolo ottenendo moderati consensi. Mentre
gli Heep stavano girando il mondo per promuovere il nuovo album, la Bronze
Record stava per collassare a causa dei debiti e della cattiva amministrazione;
molti elementi della crisi furono imputati al fallimento della Bron Airline,
la linea aerea di Gerry Bron. Per la prima volta nella loro storia gli
Uriah Heep, il cui successo aveva costruito l'impero finanziario di Gerry
Bron, si ritrovarono finalmente liberi da colui che aveva fatto più
male che bene al gruppo. Liberi dalla sua influenza e da quella della
sua organizzazione, gli Heep incrementarono le date dei loro concerti
creando non pochi problemi a Goalby che, a quanto pare, non reggeva il
ritmo ... questo problema sarebbe riemerso più in la.
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| A
questo punto gli Uriah Heep firmarono un contratto con la CBS e tornarono
in studio per registrare Equator
con Tony Platt nelle vesti di produttore. Realizzato nel marzo del 1985,
Equator ricevette molte ovazioni da parte della critica e della stampa
specializzata, anche se - obbiettivamente - non reggeva il confronto con
Abominog ed Head first. "La produzione - disse successivamente Mick
Box - era completamente sbagliata, l'album è stato sovraprodotto
.... Tony è senz'altro un bravo ragazzo ma, in quell'occasione,
non seppe fare il suo lavoro". Per promuovere il nuovo album fu pianificato
un intero tour in Inghilterra, il primo fatto dagli Heep dai tempi di
Sloman e Dechert. Il 1985 è stato un bruttissimo anno per i fans
degli Uriah Heep infatti, all'età di 38 anni, si spegneva David
Byron (la Voce degli Uriah Heep). Le numerose delusioni personali spinsero
David a coltivare il suo alcolismo che ne minò profondamente il
fisico. Come molte altre stelle del rock fu ritrovato morto nella sua
casa il 28 febbraio 1985. La stampa musicale si limitò a dare freddamente
la notizia, mentre gli Uriah Heep gli dedicarono ad ogni concerto il pezzo
The wizard con Goalby che definiva
come un mago il suo predeccessore (clikka sull'immagine di David per ascoltare
questa dedica). Rockarama venne fatto uscire come singolo seguito da un video molto divertente, mentre come secondo singolo fu scelta Poor little rich girl che uscì mentre il gruppo stava sostenendo un massacrante tour mondiale. Per dare un'idea della mole di lavoro che avevano gli Heep basti pensare che in Australia dovevano suonare 36 concerti in 40 giorni. La CBS, tra l'altro, aveva sbagliato tutto per la promozione ... si pensi, ad esempio, che la sezione australiana della casa discografica non sapeva neanche che era uscito l'album Equator. La frustrazione per la casa discografica, i problemi con la sezione manageriale della stessa, gli orari impossibili del tour spinsero Peter Goalby a lasciare il gruppo seguito a ruota da John Sinclair, che si unì a Ozzy Osbourne. Gli impegni contrattuali con la CBS, in ogni caso, si esaurirono e la band - ancora una volta - stava cercando di ricompletare il suo line-up. L'ironia della sorte volle che gli Heep sbagliassero ancora una volta nella scelta del cantante (la prima era stata per Sloman che fu preferito a Goalby), infatti nelle audizioni fu scartato un certo Bernie Shaw in favore di Stefan Fontaine. Steff, come amava farsi chiamare, aveva militato nel gruppo dei Joshua ed era molto dotato ... solo che era dannatamente giovane rispetto agli altri membri degli Uriah Heep. Ciò provocava una diversità sensibile di punti di vista che, di li a poco tempo, provocarono la sua uscita dal gruppo. In ogni caso, con l'ingresso del tastierista Phil Lanzon, che aveva militato nei Grand Prix, il line up fu completato. |
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Con
l'ingresso di Lanzon, gli Uriah Heep volarono negli USA per un tour, l'unico
insieme a Fontaine che fu licenziato dal gruppo subito dopo. Al rientro
in Inghilterra gli Heep seppero che gli Stratus - il gruppo in cui militava
Bernie Shaw - stavano suonando
i loro ultimi concerti in terra inglese; così contattarono Shaw
per offrirgli il posto di cantante. Con l'entrata di Bernie Shaw gli Uriah
Heep stavano entrando nella fase più solida della loro carriera
... tanto solida da durare fino ad oggi. Il 1986 non è soltanto
l'hanno che segna la conquista della tanto agognata stabilità nelle
file del gruppo, ma è anche l'anno che segna un profondo cambiamento
nell'assetto manageriale amministrativo del gruppo. La Legacy Record,
infatti, aveva aquistato i diritti di quasi tutto il materiale scritto
dagli Heep e, tra le varie ristampe, commercializzò un album che
conteneva molto materiale dal vivo inedito dell'era Lawton, che porta
il titolo di Live in Europe 1979.
Nel marzo 1987 gli Heep cominciarono una tournee che li avrebbe portati
a toccare tutti i paesi europei sensibili alla loro musica, fino ad arrivare
la dove nessun gruppo occidentale aveva mai suonato prima.
Alla fine dell'anno, infatti, gli Heep suonarono dieci concerti in Unione
Sovietica e precisamente allo Stadio Olimpico di Mosca. Sembrava che gli
Heep stessero vivendo una nuova giovinezza anche perché la voce
di Shaw era molto simile a quella di Byron. A Mosca gli Heep furono accolti
allo stesso modo in cui i Beatles erano accolti ovunque; basti pensare
che le fotografie che gli venivano fatte per strada arrivavano a valere
l'equivalente di 1000 sterline. Dai concerti suonati all'Olimpico di Mosca
fu fatto un film (mai uscito in Europa) e un live titolato Live
in Moscow commercializzato dalla Legacy Record.
La successiva mossa di Heep si deve registrare nel 1988, quando parteciparono
al The 1988 Reading Festival in qualità di ospiti d'onore; questa
era la prima partecipazione degli Uriah Heep dopo tre anni ad una manifestazione
nel Regno Unito. A questo evento seguì un breve tour per promuovere
Live in Moscow ed il singolo, Easy livin',
che da esso era stato tratto. Il pubblico affluiva a frotte ai loro concerti
ma neanche una riga venne scritta nei giornali. La cosa non preoccupava
affatto Mick e compagni in quanto gli Uriah Heep erano tornati alla grande
... e il pubblico lo sapeva. |
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Gli
Heep continuarono regolarmente a girare il mondo per fare concerti ma
dovettero aspettare il 1989 per pubblicare il primo album in studio con
la nuova formazione. Raging silence,
prodotto da Richard Dodd, scatenò l'entusiasmo della stampa specializzata.
Fu scelto come primo singolo il pezzo Hold your
head up che scalò le classifiche come ai tempi d'oro
degli Heep, ma la scarsa promozione che la Legacy aveva fatto del pezzo
non lo fece durare tanto; stessa sorte toccò al secondo singolo
Blood red roses (scritto da Peter
Goalby) al quale, in ogni caso, seguirono una serie di concerti in Inghilterra
e diversi altri in Europa. Uno di questi fu eseguito all'Astoria di Londra,
oggi lo possiamo vedere in vhs/dvd col titolo Raging
through the silence. Alla fine dell'anno, gli Heep
suonarono negli studi della Central TV di Nottingham; qualche anno dopo
quel concerto fu mandato in onda nell'ambito di una serie tv chiamata
Bedrock e ripetuta in un'altra serie chiamata Cue the music. Di questa
performance fu fatto anche un video - Live legends
- che fu fatto uscire nel 1990 in occasione del 20°
anniversario degli Heep insieme ad un box di tre cd contenente i classici
degli Uriah Heep titolato Two decades in rock.
Inoltre fu fatta uscire una versione non completa di live legends in cd
col titolo Still eavy, still proud.
Sfortunatamente, l'unico concerto inglese gli Heep lo tennero in occasione
del raduno annuale dei motociclisti inglesi che, appunto, organizzarono
l'evento; i fans degli Heep erano molto pochi in quanto non ci fu che
una piccola promozione da parte dei centauri. Sebbene gli Uriah Heep avessero raggiunto, con Shaw e Lanzon, una forte stabilità interna, e sebbene avessero una abbondante quantità di materiale nuovo, furono soltanto tre gli album pubblicati tra il 1986 e il 1995 ... in compenso, però, c'era ampia scelta per la produzione live; gli Heep, infatti, incisero pochissimo in studio ma in compenso viaggiavano continuamente. |
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